Il Mattino: “Buongiorno, mister 40 milioni flop”

Buongiorno: "Che emozione tornare al Grande Torino. Conte decisivo per la mia crescita"

Da leader difensivo a simbolo di un momento complicato. Il crollo di Alessandro Buongiorno racconta meglio di ogni analisi la fase storta che sta attraversando il Napoli. Come scrive Pino Taormina su Il Mattino di Napoli, il difensore è reduce da una serie di episodi negativi culminati nel rigore concesso a Copenaghen, il terzo provocato in stagione dopo quelli contro Inter e Verona.

Un dato che pesa, soprattutto perché arrivato in una partita di Champions giocata in superiorità numerica. Secondo Il Mattino di Napoli, l’errore in Danimarca certifica una fragilità mentale emersa già nelle settimane precedenti. La parabola discendente di Buongiorno, infatti, non nasce all’improvviso: il primo campanello d’allarme risale al 14 dicembre, giorno della sconfitta di Udine, spartiacque della sua stagione.

Già prima, a Lisbona contro il Benfica, il centrale era apparso in difficoltà, tanto da essere sostituito al 60’. Da lì in poi, come ricostruisce Pino Taormina su Il Mattino, qualcosa si è incrinato. A Riad, in Supercoppa, Antonio Conte gli ha preferito Juan Jesus, lasciandolo in panchina per quattro partite consecutive, tutte vinte. Una scelta spiegata così dal tecnico: «Con Jesus abbiamo leadership e personalità».

Una frase che ha segnato Buongiorno, abituato a essere un punto fermo. Al Torino era un idolo, a Napoli nel primo anno era stato atteso e protetto nonostante i lunghi stop. Stavolta, invece, si è ritrovato improvvisamente “precario”, scivolando indietro nelle gerarchie. Come sottolinea ancora Il Mattino di Napoli, anche a Copenaghen sapeva che, con Rrahmani al meglio, avrebbe rischiato un’altra esclusione.

Il difensore più pagato della storia azzurra (40 milioni) è apparso improvvisamente normale: meno elettrico, più timoroso, spesso paralizzato nella gestione anche dei palloni più semplici. Non una resa definitiva, ma un periodo nerissimo. Pino Taormina, sulle colonne de Il Mattino di Napoli, parla chiaramente di stanchezza mentale e fisica, figlia anche di una preparazione estiva saltata dopo l’intervento all’inguine e dei continui acciacchi muscolari.

Domenica Buongiorno tornerà a Torino, una sfida carica di significati emotivi. Contro la Juventus ha sempre detto no, per fedeltà ai colori granata. Conte non sembra intenzionato a spedirlo di nuovo in panchina: toccherà ancora a lui, ma molto dipenderà dalle risposte che arriveranno nei prossimi allenamenti.

Il Napoli ha bisogno di recuperare Buongiorno in fretta. Anche perché il club ha puntato forte su di lui: contratto fino al 2030, rinnovo automatico già scattato e clausola rescissoria elevatissima. Come ricorda Il Mattino di Napoli, la sua vera forza è sempre stata la mente. E proprio da lì dovrà ripartire per tornare a essere il pilastro che Conte ha voluto fortemente portare all’ombra del Vesuvio.