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Universiade, al San Paolo l’Argentina sfila con la 10 di Maradona. Striscione per Cavani

Universiade, la serata inaugurale è stata un trionfo. Al San Paolo l’Argentina sfila con la 10 di Maradona. Cori per Cavani.


L’UNIVERSIADE DI NAPOLI

Ieri notte Napoli era l l’ombelico del mondo, e non per un Olimpiade, non per i mondiali di calcio, ma però manifestazione, come dire, “terza”, come le Universiadi.

Eppure Napoli ha saputo contenere al suo interno tutti i luoghi, scrive il prof. Ariemma.
La cerimonia di inaugurazione dell’universiade napoletana ha shakerato in un cocktail virtuoso e irripetibile un crogiolo di emozioni difficilmente attivo anche in contesti del genere.

Napoli ha dichiarato all’universo quanto sia città aperta, inclusiva, capace di incorporare e metabolizzare sollecitazioni provenienti dalle culture più disparate, da autentico meltin’pot.

Napoli ha esibito una identità fortissima, radicata, orgogliosa, che non significa chiusura, ma donazione permanente all’esterno della propria incredibile unica grandezza, perché Napoli è soltanto qui, eppure è ovunque.

Gli occhi non ne avevano letteralmente più dinanzi alla fantasmagoria pirotecnica e rutilante a base di eroi conclamati come Lorenzo Insigne, eroi paradigma come Bebe Vio, eroi a propria insaputa come la leonessa Noemi figlia di una città intera.

Sfilate di atleti festanti e anche un po’ ruffiani, come i brasiliani o gli uruguagi o i fratelli argentini con la maglia di Maradona, o come quel prodigio di natura a nome Erika del regno di Eswatini.
Superba l’esibizione dei Tenori, Andrea Bocelli e Francesco Malapena, coreografie a terremoto, e la sirena stesa su un vulcano che non minaccia di lavarci ma ci protegge come un padre buono.

UNIVERSIADE, AL SAN PAOLO L’ARGENTINA SFILA CON LA 10 DI MARADONA

Chi conosce bene la stia dell’Universiade napoletana è Donato Martucci, il giornalista descrive la serata inaugurale sulle pagine del corriere del Mezzogiorno:

Un San Paolo tutto nuovo, nella cerimonia di apertura dell’Universiade e al San Paolo non poteva mancare Maradona.

Ci ha pensato la delegazione dell’Argentina alla sfilata a ricordarlo con la maglia numero dieci di Diego dell’albiceleste.

Un gesto che ha provocato ovviamente la reazione del pubblico partenopeo e in Curva A e partito il famoso coro degli Anni ‘80 «Diego Diego».
Ma anche l’Uruguay ha voluto salutare con uno striscione «tante grazie Napoli». In azzurro c’è stato Cavani e anche per lui sono partiti i cori «Edy Edy».

Nel pre-show tante canzoni della tradizione napoletana, anche il tenore Francesco Malapena che ha cantato ‘O sole mio, accompagnato dal soprano lirico Eleonora Arpaise che ha cantato: Vissi d’arte e il brindisi di traviata.

Malapena ex portiere della Berretti del Napoli si allenava a Soccavo proprio con Maradona: «Che emozione esibirmi nello stadio dove gioca il Napoli e ha giocato il grande Diego che ho conosciuto molto tempo fa. Gli argentini hanno dimostrato la loro fratellanza».


IL NUOVO SAN PAOLO

Entrare al San Paolo, comunque, è stato un colpo d’occhio incredibile. Impianto tirato a lucido e pieno di azzurro, il colore che risalta maggiormente. Prima della cerimonia, tante code agli ingressi per assistere all’evento, come non si vedevano da tempo. Quando si entra si può ammirare il look totalmente nuovo. Un impianto luci da brividi e un audio perfetto, insomma il San Paolo ha superato la prova del nove.

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