Per i 90 anni dal primo scavo tornano visitabili come erano in origine le antiche botteghe di Ercolano

Tornano visitabili le antiche botteghe di Ercolano. Il nuovo direttore degli scavi ha riallestito con i reperti l’officina di un fabbro.

Di:PAOLO DE LUCA REPUBBLICA

90 anni dal primo scavo

Ercolano, l’eterna seconda dell’archeologia campana dopo Pompei, alza il capo. E con la nuova direzione autonoma di Francesco Sirano, punta al suo rilancio per attirare più visitatori.

Cadono i 90 anni dal primo scavo dell’area, dopo precedenti tentativi che ne avevano portato alla luce solo piccole parti. In trent’anni, dalla prima visita del re Vittorio Emanuele, col suo piccone in argento con la scritta in latino “Ercolano va scavata”, il sito divenne quello che vediamo noi oggi.

Fino ad aprile del 2018,  in programma una serie di mostre a tempo, che sensibilizzeranno i visitatori sulla bellissima avventura della scoperta del sito e sulle scelte che pone oggi la sua presentazione.

 

Antiche botteghe di Ercolano

Le antiche botteghe di Ercolano sono uno spaccato del mondo antico, poi però chiuso e sigillato per problemi di sicurezza.

La prima installazione è la riproposizione della bottega del plumbarius, ossia un’officina in pieno centro nell’antica Ercolano, sul decumano maggiore, a pochi passi dal foro. «Non sappiamo nulla dell’esercente- spiega Sirano– possiamo soltanto dire che doveva essere un artigiano molto quotato, visto che al momento dello scavo furono qui rinvenuti importanti reperti in bronzo».

I reperti

Gli oggetti rinvenuti, uno splendido Bacco con pantera e un candelabro con quattro bracci, vennero messi al sicuro nei nostri depositi. In questi giorni saranno esposti qui, per poi essere sostituiti da fedeli modellini creati da un’equipe di studenti della Federico II, grazia ad uno speciale laser scanner».

Presenti anche una serie di pesi in pietra e piombo originali, che ancora riportano il marchio del loro costruttore. Torna il profumo di vita reale: la storia fa spazio alla quotidianità romana. È questo, a quanto pare, che cercano molto i turisti.

Itinerari tra le antiche botteghe

Anche le guide turistiche saranno coinvolte nel progetto: obiettivo, superare i numero record di 71mila visitatori a maggio.

Tra gli altri piani di mostre, anche quella alla bottega davanti alla casa di Nettuno Anfitrite. Era una sorta di salumeria. Un piede di un letto (in bronzo) al piano superiore, per illustrare agli osservatori il lavoro e la vita di ogni giorno. E ancora, un itinerario nella bottega del lanarius, che ha restituito l’unico torchio a vite del mondo romano, giunto a noi in buone condizioni. Recenti studi hanno confermato che la sua funzione non era legata all’ambito tessile ma alla distillazione di profumi da essenze vegetali.

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