Micheli, il mercato del Napoli e una fitta rete di contatti internazionali: fu lui a scoprire Hamsik

Il Corriere dello Sport si è soffermato su Maurizio Micheli, figura chiave del mercato del Napoli e nuovo direttore sportivo del club.

L’edizione odierna del Corriere dello Sport si è soffermato su Maurizio Micheli, figura chiave del mercato del Napoli e nuovo direttore sportivo del club.

Maurizio Micheli è una figura chiave nel mercato del Napoli e sarà il nuovo direttore sportivo del club partenopeo, responsabile delle operazioni di trasferimento e dell’acquisizione di nuovi talenti. L’edizione odierna del Corriere dello Sport gli dedica uno spazio significativo nel suo ultimo articolo. Attualmente, Micheli ricopre il ruolo di responsabile dell’area scouting, ma è lui che gestisce le relazioni e le riunioni, mantenendo i contatti con calciatori, agenti e altri direttori, insieme a Leonardo Mantovani , un altro membro storico del team degli osservatori, completato da Nico de Cobelli, specializzato nell’analisi dei dati.

Micheli mantiene un costante e stretto legame con il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis , ma è lui a muoversi nel mercato dei trasferimenti. “Sono lui e Mantovani” , si legge nell’articolo.

Micheli, di origini romane, ha 55 anni, è sposato e ha due figlie. Ha iniziato la sua carriera presso lo studio Canovi di Roma. “L’estero è sempre stato il suo mondo: parla fluentemente inglese, francese e spagnolo. Non è un caso che, prima della pandemia, trascorresse circa 200 giorni all’anno in viaggio”.

Nel suo curriculum come dirigente, spicca la scoperta di Hamsik . Ha lavorato come dirigente al Napoli dal 2005 al 2019, poi al Verona, al Bologna e di nuovo al Napoli. “Ha accumulato vent’anni di esperienza nel calcio e ha instaurato un’enorme rete di amicizie e professionalità con giocatori e agenti di tutto il mondo. Ne va estremamente fiero, sono la sua punta di diamante. Naturalmente, l’analisi dei video e dei dati è una componente essenziale del suo metodo, ma l’uomo con la valigia ha sempre puntato tutto sulle relazioni umane. Telefonate, partite dal vivo e interazioni personali. Meglio se internazionali, naturalmente”, conclude il Corriere.