Corriere dello Sport: “Favasuli: «Napoli, sto realizzando il mio sogno. Di Lorenzo incredibile, con De Bruyne sarà l’università del calcio»”

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Costantino Favasuli è pronto a diventare un nuovo giocatore del Napoli. A 22 anni, dopo l’esperienza con il Catanzaro e l’esordio con la Nazionale italiana, il laterale calabrese si prepara al grande salto. Prima le visite mediche a Villa Stuart, poi la firma e l’inizio dell’avventura agli ordini di Massimiliano Allegri.

In un forum nella redazione del Corriere dello Sport con Fabio Mandarini, Giorgio Marota, Pasquale Salvione e Chiara Zucchelli, Favasuli ha raccontato emozioni, ambizioni e radici alla vigilia del trasferimento.

«Napoli, sto realizzando il mio sogno»

Originario di Africo, piccolo centro calabrese dell’Aspromonte, Favasuli non nasconde l’emozione per ciò che sta vivendo: «Sto realizzando il mio sogno. Non vedo l’ora, se Dio vorrà».

Il prossimo passo sarà conoscere Allegri: «Non ancora, ma sono impaziente. Da uno come lui posso solo imparare, penso che quello che ha fatto nel mondo del calcio sia sotto gli occhi di tutti. Io devo solo mettermi a disposizione e farmi trovare pronto».

Il suo percorso ricorda inevitabilmente quello di Giovanni Di Lorenzo, arrivato al Napoli dopo l’esperienza con l’Empoli e diventato successivamente capitano e protagonista dei successi azzurri.

Favasuli, al Corriere dello Sport, non nasconde l’ammirazione: «È un giocatore incredibile e un grandissimo professionista. Con lui posso migliorare tanto, mi basterà guardarlo. È difficilissimo, ma sarebbe pazzesco fare lo stesso percorso, nel Napoli e magari anche in Nazionale visto che ha vinto l’Europeo».

I primi contatti con il capitano sono già arrivati: «Il capitano e Mario, il mio agente, mi hanno fatto una videochiamata dal ritiro. Crescere alle spalle di uno dei migliori terzini d’Europa sarà bellissimo».

Dalla chiamata dell’Italia al sogno Mondiale

Negli ultimi mesi Favasuli ha vissuto anche l’emozione della Nazionale. La convocazione è arrivata quasi inaspettatamente: «Ero in macchina, mi chiama Cherubini della Roma e mi dice: “Guarda Instagram, c’è scritto che sei stato convocato”. Non ci potevo credere, pensavo all’Under 21. Ho chiamato subito papà».

Il nuovo azzurro non vuole però fermarsi: «Ecco un altro mio sogno, ma andiamo piano. Lavorerò anche per questo e per vivere notti come quelle europee».

Sul tema dei giovani, Favasuli ha aggiunto: «Abbiamo tutti bisogno di crescere. Basta solo farci giocare. Il Napoli può essere d’esempio per tanti altri club».

Nel corso del forum del Corriere dello Sport è intervenuto anche il suo agente Mario Giuffredi: «Dare fiducia ai giovani è un segnale importante per tutto il movimento. Spesso arrivano stranieri che non valgono l’investimento. Manna è bravissimo a scoprire talenti e De Laurentiis può tracciare una nuova strada per rivoluzionare il calcio italiano».

Favasuli e l’amore per Africo

Dietro il calciatore resta fortissimo il legame con Africo e con la Calabria. La famiglia possiede un piccolo supermercato e il padre Salvatore, primo allenatore di Costantino, lavora come salumiere e porta avanti anche una scuola calcio.

«Forse mancano le strutture, ma ci sono tanto talento e tanta fame. La mia è enorme. Forse è un problema culturale, a me piacerebbe essere un esempio e fare qualcosa per la mia gente e la mia terra. Restituire un po’ dell’amore che mi è stato dato, magari per aiutare i giovani del mio paese».

Favasuli sogna un giorno di contribuire alla realizzazione di un nuovo centro sportivo: «Spero che possano essere sempre di più i ragazzi del Sud ad arrivare in una grande squadra come è il Napoli».

Proprio ad Africo è cominciato tutto, giocando in piazza: «Nessuno voleva mai stare in squadra con me perché non passavo mai il pallone… Adesso però sono cambiato, lo passo eh, giuro».

Il saluto al Catanzaro

Un capitolo fondamentale della sua crescita è stato quello vissuto a Catanzaro, dove ha ritrovato Alberto Aquilani dopo averlo avuto nelle giovanili della Fiorentina.

«Gli devo tantissimo. E anche al suo staff. All’inizio a Firenze non ero simpaticissimo agli altri, sono un po’ chiuso e, ripeto, ero un po’ egoista in campo. Poi hanno imparato tutti a volermi bene perché sono un generoso».

Particolarmente emozionante il saluto del Ceravolo. Al Corriere dello Sport, Favasuli ha ricordato: «Mi hanno detto che papà, in tribuna, non smetteva di piangere. Lui non lo fa mai. È stata un’esperienza fantastica, che non dimenticherò. Voglio ringraziare la società, la città, i tifosi».

«De Bruyne? L’università del calcio»

Adesso lo attende uno spogliatoio nel quale troverà campioni come McTominay e soprattutto Kevin De Bruyne.

«Ancora non ci credo. Non vedo l’ora di conoscere De Bruyne e giocare con lui. Uno così lo vedi muoversi in campo e sei all’università del calcio, lo osservi e dici solo: tanta roba. Ha fatto una carriera straordinaria».

Tra i suoi modelli, invece, Favasuli cita «Zambrotta. Poi Neymar e Cancelo».

Il calcio occupa praticamente tutto il suo tempo: «Il calcio. Sempre e comunque. Da giocare e da guardare. Un po’ mi piace il basket». Tanto da preferire una qualsiasi partita persino all’intrattenimento: «Il pallone, mi basta anche una partita di Serie B».

«Il Maradona pieno mi fa venire i brividi»

Favasuli non è ancora stato realmente a Napoli e dovrà scoprire la città, ma ha già cominciato a immaginare cosa significherà giocare davanti al pubblico del Maradona.

«A pensare al Maradona che grida il mio nome o a immaginarlo semplicemente pieno mi vengono i brividi».

Dal punto di vista tattico porta con sé una discreta duttilità: «Ho iniziato a sinistra, poi ho fatto la mezzala e adesso sto a destra. È la posizione che preferisco. Sono un maniaco del lavoro, per me l’importante è migliorarmi».

Non sono mancate altre offerte, ma quando si è presentata l’opportunità Napoli la scelta è diventata immediata: «Qualcuna, ma quando ho saputo che c’era questa occasione non ho pensato ad altro».

Giuffredi ha scherzato sull’insistenza del suo assistito: «È stato un po’ pressante diciamo… Mi chiamava continuamente anche nei weekend quando non lavora nessuno».

«Sono pronto a mettere tutto me stesso»

Alla richiesta di presentarsi direttamente ai nuovi tifosi, Favasuli ha scelto poche parole: «Sono un professionista serio, do il cuore in campo e in allenamento. Sono pronto a mettere tutto me stesso in questa avventura».

Napoli e Nazionale rappresentano il coronamento di un percorso partito da un paese di tremila abitanti: «Se mi rivedo bambino in piazza e penso che adesso mi aspetta una delle squadre più importanti del mondo quasi mi confondo. Ecco perché spero con tutto il cuore che altri ragazzi della mia terra possano avere questa occasione. I talenti ci sono».

E alla domanda conclusiva sulla Calabria, la risposta racchiude tutto il suo mondo: «Le radici, la famiglia, le mie nonne, il calcio per strada con gli amici».

Ora quelle radici arrivano fino a Napoli. E per Favasuli comincia la sfida più importante della carriera.