Gazzetta dello Sport: «Arsenal più forte, ma lo 0-0 non sarebbe stato uno scandalo. Vernazza: “Allegri ha indicato la via”»

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L’Arsenal vince al Maradona, ma il divario con il Napoli è stato meno netto di quanto si potesse temere alla vigilia. I campioni d’Inghilterra e finalisti dell’ultima Champions si impongono 1-0, infliggendo agli azzurri la terza sconfitta consecutiva dopo Como e Inter. Eppure Sebastiano Vernazza sulla Gazzetta dello Sport intravede segnali incoraggianti: la squadra di Massimiliano Allegri ha retto il confronto e uno 0-0 non sarebbe stato uno scandalo.

La differenza è emersa soprattutto quando Mikel Arteta ha potuto pescare dalla panchina Bruno Guimaraes e Havertz. Allegri non disponeva di alternative dello stesso livello e ha provato a compensare il divario attraverso tattica e organizzazione.

Vernazza: «Allegri ha preparato bene la partita»

La scelta di Allegri sorprende l’Arsenal. Niente 4-3-3 puro: il Napoli oscilla tra 4-4-1-1 e 4-2-3-1, a seconda dei movimenti di Politano e Alisson Santos.

La mossa principale è De Bruyne trequartista alle spalle di Hojlund.

Come sottolinea Sebastiano Vernazza sulla Gazzetta dello Sport, il belga crea difficoltà agli inglesi muovendosi tra Rice e Merino, distribuendo palloni al centro e sulle fasce e inserendosi negli spazi. Anche i difensori dell’Arsenal faticano inizialmente a trovare riferimenti per limitarlo.

Dall’altra parte, però, c’è un Ødegaard dominante nella gestione del gioco.

Gilmour-Lobotka puliscono la manovra

Quando l’Arsenal attacca, il Napoli si compatta attraverso due linee strette e limita gli spazi a disposizione di Gyökeres, ben controllato da Rrahmani.

Ma gli azzurri non pensano esclusivamente a difendersi.

Il doppio regista Gilmour-Lobotka permette alla squadra di uscire in diversi momenti dalla pressione attraverso il palleggio anziché affidarsi sistematicamente al lancio lungo.

L’Arsenal costruisce comunque le occasioni migliori del primo tempo. Merino impegna Meret con un colpo di testa ravvicinato, mentre Saka spreca un’altra opportunità nel finale della frazione. Il Napoli risponde con tre conclusioni nello specchio, compreso un tiro di De Bruyne sul quale Raya è costretto a intervenire.

Alisson spreca due ripartenze

Secondo la Gazzetta dello Sport, al Napoli resta qualche rimpianto anche per alcune transizioni che avrebbero potuto essere gestite diversamente.

In un paio di occasioni Alisson Santos insiste nel portare personalmente il pallone. In una di queste avrebbe potuto invece premiare il taglio di Hojlund.

Situazioni che avrebbero potuto rendere ancora più pericoloso un primo tempo concluso sullo 0-0 e giocato dagli azzurri senza mostrare timori reverenziali.

Allegri trova la contromossa sui corner dell’Arsenal

Interessante anche la strategia studiata per contrastare uno dei punti di forza dell’Arsenal: i calci d’angolo.

Arteta tende a portare moltissimi uomini nell’area avversaria, creando movimento e densità. Allegri risponde lasciando tre o quattro giocatori sulla linea di centrocampo, costringendo così i Gunners a trattenere altrettanti uomini in copertura.

Sul quarto corner, poco prima dell’intervallo, il Napoli sceglie invece di difendere con tutti i giocatori.

Per Sebastiano Vernazza sulla Gazzetta dello Sport, Allegri ha comunque mostrato una possibile strada per opporsi allo strapotere dell’Arsenal sulle situazioni da fermo.

Hojlund ignora De Bruyne sul contropiede

La situazione cambia nella ripresa. Le energie del Napoli diminuiscono e l’Arsenal riesce progressivamente a schiacciare gli azzurri.

Hincapié spreca una clamorosa opportunità da pochi passi e Allegri reagisce inserendo Favasuli e Vergara per Politano e Alisson Santos. Il sistema diventa un 5-4-1, con l’obiettivo di resistere e aspettare la ripartenza giusta.

L’occasione arriva al 62′. Hojlund parte in contropiede ma sceglie la soluzione personale, ignorando De Bruyne lanciato nello spazio alla sua destra.

«A parti invertite, il passaggio ci sarebbe stato e chissà», osserva Vernazza.

I 29 passaggi che decidono Napoli-Arsenal

La vera differenza emerge successivamente dalla panchina. Arteta inserisce Bruno Guimaraes e Havertz e l’Arsenal aumenta ulteriormente qualità e pressione.

Il gol decisivo di Ødegaard diventa per la Gazzetta dello Sport la fotografia del divario tra le due squadre: 29 passaggi consecutivi, eseguiti attraverso un palleggio rapido e continui scambi di posizione, prima della conclusione vincente.

Un’azione che Vernazza considera il risultato di anni di lavoro e di un’identità costruita attraverso allenamenti e principi consolidati.

Il Napoli esce quindi sconfitto per la terza volta consecutiva, ma con qualche indicazione positiva. L’Arsenal è più forte, ma la squadra di Allegri ha dimostrato di poter reggere il confronto. La distanza più evidente resta nella qualità e nella profondità delle alternative e soprattutto nella capacità degli inglesi di costruire e palleggiare stabilmente negli ultimi metri.