Sami Khedira parla della sua esperienza alla Juventus, dalla rivalità con il Napoli di Sarri alla malattia al cuore che lo ha allontanato dai campi da gioco.
Sami Khedira non era un calciatore appariscente, ma quando non c’era la sua assenza si faceva sentire. In carriera ha vinto con lo Stoccarda, il Real Madrid e la Germania, ma gran parte della bacheca personale si è riempita nei cinque anni e mezzo alla Juventus.
21 goal e 13 assist in 145 presenze recita lo ‘score’ del centrocampista tedesco, che in bianconero ha portato a casa cinque Scudetti, tre Coppe Italia e una Supercoppa Italiana.
“La Juve è un grande club e l’Italia un grande Paese. È stato bello lavorare con Chiellini, Bonucci, Buffon, Dybala, Mandzukic, grandi giocatori e persone. Sono stato fortunato”.
KHEDIRA SUL NAPOLI DI SARRI
Sarri era troppo diverso dallo stile Juventus ma che squadra quel suo Napoli, ci ha fatto soffrire. Io con lui mi sono trovato bene, è sempre stato onesto e, se stavo bene, mi faceva giocare. Allegri però è il miglior uomo che abbia conosciuto nel calcio. Avevo feeling con lui anche quando il mio italiano era un disastro: questione di istinto. Se ci sentiamo ancora? Sì, parliamo di calcio, vita, viaggi, cibo, dei nostri vini preferiti. Ognuno ha i suoi gusti. Servirà tempo per ri-adattarsi a lui ma per me vincerà ancora. Per lo scudetto, la Juve è la favorita”
I PROBLEMI AL CUORE
Sami Khedira ex calciatore della Juventus, prossima avversaria del Napoli, 34 anni ha già detto addio al calcio. A condizione la carriera un problema cardiaco riscontato proprio durante l’esperienza in bianconero, il 19 febbraio 2019: quell’aereo per Madrid e la strana partenza in ritardo della Juventus, prima della brutta notizia. L’ex centrocampista tedesco ne ha parlato ai microfoni de’ La Gazzetta dello Sport.
“Era la vigilia della Champions e mi sentivo strano. L’allenamento era andato bene ma il battito del cuore era accelerato e soprattutto vedevo tutto nero. Non ho visto niente per due ore – tutto buio – e non ho detto nulla al medico. Pensavo “ora passa, ora passa” e soprattutto volevo giocare a Madrid. Però non passava: dopo due ore, ho chiamato il dottore”.
L’operazione andò bene ma Sami Khedira non è più riuscito a giocare con continuità.
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