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Superlega – Inter e Atletico lasciano. Agnelli si arrende: “non possiamo andare avanti”

L'Inter lascia la superlega, Anche l'Atletico esce fuori dal progetto di Agnelli e Florentino Perez. Il presidente della Juve si arrende.

L’Inter abbandona la superlega. con un comunicato i nerazzurri annunciano l’uscita dal super campionato. La Superlega ha perso anche la prima società italiana dopo le sei inglesi tra le 12 fondatrici del progetto. Con un comunicato stampa, l’Inter ha ufficializzato di non far più parte del progetto: “Il calcio deve avere interesse a migliorare costantemente le sue competizioni e il proprio quadro finanziario. Lavoreremo insieme alle istituzioni per questi aspetti“. La società nerazzurra, con Juventus e Milan, era una delle tre italiane coinvolte.

In un comunicato pubblicato sul proprio sito, l’Inter ha spiegato le regioni dell’uscita dalla superLega.

“FC Internazionale Milano conferma che il Club non fa più parte del progetto Super League. Siamo sempre impegnati a dare ai tifosi la migliore esperienza calcistica; l’innovazione e l’inclusione sono parte del nostro DNA fin dalla nostra fondazione. Il nostro impegno con tutte le parti interessate per migliorare l’industria del calcio non cambierà mai”.

SUPERLEGA LASCIA ANCHE L’ATLETICO

La Superlega europea voluta da Agnelli e Florentino Perez si è rivelata una vero e proprio flop. Dopo l’addio alla competizione dei club inglesi e dell’Inter, lascia anche l’Atletico Madrid. Il club spagnolo ha diramato un comunicato nel quale spiega i motivi alla base della decisione: “Il Consiglio d’Amministrazione dell’Atletico Madrid, riunitosi questo mercoledì mattina , ha deciso di comunicare alla Superlega e al resto dei club fondatori la propria decisione di non ufficializzare definitivamente la propria adesione al progetto”.

Inoltre, la nota prosegue, rivelando: “L’Atletico Madrid, ha deciso lunedì scorso di aderire a questo progetto in risposta a circostanze che oggi non esistono più. Per il club è essenziale l’armonia tra tutti i gruppi che compongono la famiglia biancorossa, soprattutto i nostri tifosi. La rosa della prima squadra e il suo allenatore hanno mostrato la loro soddisfazione per la decisione del club, consapevoli che i meriti sportivi devono prevalere su ogni altro criterio“.

AGNELLI SI ARRENDE

Intervistato dal Corriere dello Sport, Agnelli, alla domanda se il progetto della Super League potesse andare avanti dopo l’abbandono di così tanti club, ha risposto: “Con tutta franchezza, a essere onesti, no. Evidentemente non è il caso“. Si può così considerare chiusa una parentesi che lo ha trascinato nella bufera. Andrea con la superlega si è fatto troppi nemici, sia esterni che interni. Da capi di Stato, ministri, parlamentari e presidenti di ogni genere e grado a uomini di calcio vero, allenatori e giocatori. Una situazione difficile da sostenere.

A tutto questo vanno aggiunti la drammatica situazione economica del club e i rapporti non certo idilliaci con il cugino John Elkann, che da tempo fanno pensare a un cambio di rotta in casa Juve. Si parla del possibile avvicendamento, alla guida bianconera, con un altro cugino, Alessandro Nasi, stimatissimo manager di alto livello. In questo caso, oltre a mettere mano alla gestione societaria, ci sarebbe anche una rivoluzione tecnica, con Pirlo, scommessa dello stesso Andrea, destinato a lasciare la panchina bianconera dopo un anno da dimenticare. Proprio oggi ricorre l’anniversario dell’ultimo scudetto targato Allegri. Sono passati solo due anni ma sembra un secolo.

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