Scontri tra tifosi in autostrada, scatta la stangata: stop alle trasferte per Napoli e Lazio fino a fine stagione
La resa dei conti è arrivata. Dopo gli scontri avvenuti lungo l’Autostrada del Sole, tra Ceprano e Frosinone, il Viminale ha deciso di intervenire con il pugno duro: trasferte vietate fino a fine stagione per le tifoserie di Napoli e Lazio. Una decisione drastica, maturata alla luce di immagini e rapporti che parlano di una vera e propria guerriglia, lontana dagli stadi ma non meno pericolosa.
Come racconta Pino Taormina su Il Mattino di Napoli, in queste ore sono al lavoro quattro questure – Frosinone, Roma, Torino e Napoli – per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto. I numeri sono impressionanti: 420 tifosi identificati, molti dei quali rischiano Daspo, denunce per rissa e possesso di oggetti atti ad offendere. Le indagini proseguono anche grazie alle telecamere di Autostrade per l’Italia, che consentiranno di individuare i responsabili, compresi quelli incappucciati. Altri episodi di violenza, inoltre, sarebbero avvenuti anche nella zona di Asti.
Le immagini circolate mostrano ultrà armati di sassi, cinghie, aste di bandiere, fumogeni e petardi, con la carreggiata bloccata e il traffico paralizzato. Un’escalation che ha portato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a dare il via libera alla linea dura: né i tifosi della Lazio né quelli del Napoli potranno seguire le rispettive squadre in trasferta fino a giugno.
Per il Napoli, lo stop scatterà già dalla prossima gara esterna contro il Genoa, che avrebbe dovuto sancire ufficialmente il ritorno di uno dei gemellaggi storici del calcio italiano. Niente da fare. Gli azzurri dovranno rinunciare a sei trasferte: Genova, Bergamo, Verona, Cagliari, Parma e Como.
La posizione della FIGC
Durissimo anche il commento del presidente federale Gabriele Gravina, che ha condiviso la necessità della stangata pur riconoscendone le conseguenze:
«Non possiamo accettare che la gente si incontri in autostrada per picchiarsi. Questa è delinquenza a tutti gli effetti, è una vergogna».
Gravina ha però sottolineato il problema della responsabilità collettiva, evidenziando come vengano penalizzati anche i tifosi perbene:
«Dispiace che per il comportamento di pochi venga penalizzata un’intera comunità spesso virtuosa. Dobbiamo lavorare per rendere la responsabilità sempre più individuale».
Asce, machete e spranghe
A rendere ancora più grave il quadro, il materiale sequestrato: tra gli oggetti in possesso di alcuni tifosi della Lazio sarebbero stati trovati asce, un machete e spranghe, pronti – secondo gli inquirenti – per un vero e proprio agguato ai sostenitori del Napoli diretti a Torino. Un fatto che ha convinto definitivamente le istituzioni a intervenire.
Verso un nuovo modello di trasferte
Il Viminale fa sapere che quanto accaduto potrebbe accelerare un cambiamento strutturale già allo studio: dalla prossima stagione le trasferte potrebbero non essere più “autogestite”. L’idea è quella di consentire gli spostamenti dei tifosi solo attraverso canali autorizzati, con mezzi tracciabili e sotto la supervisione – e corresponsabilità – delle società calcistiche.
Un modello che nasce anche dalle informative delle Digos di tutta Italia e che ricalca misure già viste in ambito internazionale, come la sospensione di Schengen in occasione di Napoli–Eintracht o l’area rossa istituita a Eindhoven.
Intanto, a Napoli sono attesi 1.600 tifosi del Chelsea per la sfida di Champions League: l’attenzione resta alta, ma al momento non si temono particolari criticità.
Il messaggio delle istituzioni è chiaro: gli stadi sono blindati, ma la violenza si è spostata altrove. E ora l’obiettivo è togliere ogni occasione di scontro, anche al prezzo di sacrificare il diritto di migliaia di tifosi a seguire la propria squadra.
