Repubblica: “Dentro o fuori”
Dentro o fuori. Novanta minuti per conoscere il verdetto. Napoli-Chelsea è molto più di una partita di Champions: è un crocevia decisivo della stagione azzurra. Come scrive Marco Azzi su Repubblica Napoli, la squadra di Antonio Conte è con le spalle al muro dopo aver raccolto appena 8 punti nelle sette gare precedenti del maxi girone e ora si gioca tutto davanti al proprio pubblico.
La classifica fa paura e nemmeno una vittoria garantirebbe la certezza matematica della qualificazione ai sedicesimi. Ma, come sottolinea ancora Marco Azzi di Repubblica Napoli, risultati favorevoli sugli altri campi potrebbero rendere sufficiente anche un pareggio. Uno scenario che non cancella il rischio di eliminazione, che con lo scudetto cucito sul petto assumerebbe il peso di una bocciatura bruciante.
L’emergenza è totale e per questo il Napoli avrà bisogno più che mai del sostegno del Maradona, pronto ad accogliere circa 55 mila tifosi, con 1600 inglesi al seguito del Chelsea. Dopo i recenti incidenti in autostrada, il Viminale ha vietato le trasferte ai residenti in Campania e lo stadio sarà blindato, con restrizioni severe e ultrà sotto osservazione. Ma il clima, racconta Marco Azzi su Repubblica Napoli, dovrà essere soprattutto di spinta e partecipazione.
Conte lo ha chiesto apertamente alla vigilia. «Affrontiamo i campioni del mondo del Chelsea, un club con visione e ambizioni. Ma noi sappiamo di poter contare su un alleato forte che è il Maradona», ha detto il tecnico, chiamando a raccolta il suo popolo. «I tifosi dovranno essere protagonisti e decisivi, al di là del risultato. Sarebbe bello vedere un’onda azzurra che ci spinge».
In cambio, l’allenatore promette determinazione totale. «Nell’emergenza stiamo dando il massimo e possiamo guardarci allo specchio ogni mattina», spiega Conte, che ammette anche gli errori commessi, non tutti legati alle assenze. «Col Copenaghen potevamo sistemare la situazione e non ci siamo riusciti. Ora però possiamo riprovarci». Parole riportate da Marco Azzi di Repubblica Napoli, che fotografano un Napoli ferito ma ancora vivo.
Il tecnico entra poi nel dettaglio di una stagione segnata dagli infortuni. «È inspiegabile quello che ci è successo», ammette. Lukaku fuori sei mesi, De Bruyne cinque, Gilmour fermato dalla pubalgia, Neres operato, Anguissa ko per quattro mesi in Nazionale: «Sfido chiunque a guidare una squadra con queste problematiche, siamo appena a metà anno». Nonostante tutto, Conte rivendica quanto fatto: Supercoppa vinta, squadra sempre in partita e prestazioni spesso migliori dei risultati, come a Torino contro la Juventus.
Nel finale arriva anche la stoccata a Spalletti. «Ex campioni? Non è stata una frase felice. Abbiamo ancora lo scudetto sul petto e va portato rispetto. Io non mi sarei mai permesso», dice Conte, ribadendo l’orgoglio per un tricolore «che ci siamo cuciti addosso con fatica». E stasera, conclude Marco Azzi su Repubblica Napoli, il Napoli andrà in campo senza paura, affidandosi al Maradona e a quell’onda azzurra chiamata a spingere la squadra oltre l’emergenza.
