Corriere dello Sport: «Serie A nella morsa del caldo: Napoli-Como record di umidità al 78%»
Il primo avversario comune di tutte le squadre in questo avvio di Serie A è il caldo. Temperature elevate e soprattutto un’umidità fuori stagione stanno accompagnando le prime due giornate di campionato, condizionando inevitabilmente anche lo sforzo dei calciatori. Giulia Mazzi sul Corriere dello Sport analizza numeri ed effetti fisiologici di condizioni climatiche particolarmente difficili.
Tra le partite più estreme c’è stata Napoli-Como, disputata al Maradona con il 78% di umidità, il dato più alto registrato in questo inizio di campionato.
Da Roma a Cagliari, temperature elevatissime
I numeri riportati da Giulia Mazzi sul Corriere dello Sport fotografano chiaramente la situazione. Il 22 agosto Inter-Monza è stata giocata con 30 gradi e il 70% di umidità, mentre Frosinone-Juventus ha sfiorato i 34,2 gradi.
Ancora più alta la temperatura registrata durante Roma-Fiorentina: 35 gradi.
La situazione non è migliorata nella seconda giornata. Sassuolo-Torino si è disputata con 32 gradi, mentre durante Cagliari-Inter si sono toccati addirittura i 37 gradi.
A Napoli il problema principale è stato invece rappresentato dall’umidità soffocante.
Fabregas: «I giocatori sono degli eroi»
Dopo Napoli-Como, Cesc Fabregas aveva evidenziato proprio le difficoltà affrontate dai calciatori: «I trentadue giocatori in campo sono degli eroi. Io sono bagnato come in una sauna, giocare con questo caldo per loro è un merito incredibile».
Parole alle quali si sono aggiunte quelle di Gasperini dopo la partita della Roma a Lecce, disputata con oltre 30 gradi e il 58% di umidità: «Tra le insidie c’è anche il caldo anomalo che ci portiamo dietro da qualche mese».
Perché l’umidità può diventare ancora più pesante
Dietro alle sensazioni provenienti dai campi esiste, spiega Giulia Mazzi sul Corriere dello Sport, una precisa ragione fisiologica.
Quando temperatura e umidità aumentano contemporaneamente, il corpo entra più rapidamente in difficoltà: cresce la frequenza cardiaca, aumenta la temperatura interna e il sudore perde parte della propria efficacia.
Il problema è soprattutto l’evaporazione. Quando l’aria contiene già un’elevata quantità di vapore acqueo, il sudore evapora con maggiore difficoltà e il corpo riesce a disperdere meno efficacemente il calore accumulato.
Per questo motivo, secondo l’analisi del Corriere dello Sport, una partita disputata con il 78% di umidità come Napoli-Como può risultare più logorante di una giocata con temperature superiori ma in condizioni di aria più secca.
Calano ritmo e lucidità, aumentano i rischi
Gli effetti possono diventare ancora più rilevanti quando lo stress termico si accumula.
Giulia Mazzi richiama uno studio del National Institutes of Health sugli sforzi prolungati: con il passare del tempo possono diminuire il ritmo e la lucidità, soprattutto nelle fasi finali dello sforzo.
Parallelamente aumentano i rischi legati a disidratazione, colpi di calore e infortuni.
Le prime due giornate di Serie A hanno quindi presentato un avversario supplementare per tutti: un caldo anomalo accompagnato in alcuni casi da percentuali di umidità molto elevate. E al Maradona, durante Napoli-Como, si è raggiunto finora il picco con il 78%.
