Repubblica Napoli: “Attacco di ombre, così il Napoli perde quota: segnali di ripresa ma la classifica è severa”

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Il pareggio di Firenze porta con sé qualche segnale incoraggiante, ma non basta per cambiare il giudizio sul primo tratto di stagione del Napoli. La squadra mostra progressi nel gioco e nella condizione, ma arriva alla lunga sosta con appena sette punti conquistati nelle prime cinque giornate e una classifica che resta lontana dalle aspettative.

È questa l’analisi di Antonio Corbo su Repubblica Napoli, che sottolinea come il rendimento espresso al Franchi sia stato migliore rispetto al bottino raccolto finora. Il campionato si fermerà fino al 10 ottobre, quando gli azzurri torneranno in campo contro il sorprendente Frosinone.

Corbo: il Napoli paga le scelte sul mercato

Il giudizio più severo riguarda la costruzione della squadra. Dopo due scudetti conquistati in quattro anni, il Napoli non figura, almeno per il momento, tra le protagoniste indicate dalla classifica.

Secondo Antonio Corbo su Repubblica Napoli, la rinuncia a intervenire sul mercato ha ridimensionato le prospettive della squadra, mentre anche il presidente è rimasto in silenzio dopo aver ripetutamente indicato la qualificazione in Champions League come un obiettivo da non fallire. Il Napoli, attualmente nono, è invece ancora distante da quella zona.

A Firenze è arrivato anche un segnale differente da Massimiliano Allegri. Dopo aver predicato serenità durante il periodo delle tre sconfitte, il tecnico ha mostrato maggiore impazienza davanti a una squadra che continua ad alternare buoni momenti ad altri nei quali manca incisività.

De Bruyne non accende il Napoli

Tra i problemi principali resta il rendimento offensivo. Allegri ha lasciato De Bruyne in campo per tutta la partita aspettando una giocata capace di cambiare il volto della sfida, ma il belga non è riuscito a incidere.

Le difficoltà coinvolgono anche gli attaccanti. Hojlund è stato spesso isolato e ha faticato a trovare collegamenti con il resto della squadra.

Per Corbo, Allegri avrebbe potuto provare una soluzione differente nella ripresa, inserendo Vergara alle spalle della punta e richiamando De Bruyne. Il giovane, appena entrato nel giro della Nazionale, avrebbe potuto offrire energia e nuove soluzioni tra le linee.

Il confronto proposto da Antonio Corbo su Repubblica Napoli è anche con l’Inter, che dispone di più alternative offensive da affiancare a Lautaro Martinez, da Thuram a Pio Esposito fino a Bonny.

Lucca e Lang, alternative che ancora non incidono

Le possibilità a disposizione di Allegri sono invece più limitate. Alle spalle di Hojlund c’è Lucca, che finora non è riuscito a garantire l’apporto necessario alla manovra offensiva.

Il centravanti era stato acquistato quando sulla panchina azzurra c’era Antonio Conte, ma il suo rendimento continua a rappresentare un’incognita. Anche Lang, dopo un discreto primo tempo a Firenze, è progressivamente uscito dalla partita.

Discorso simile per Anguissa. Il centrocampista avrebbe avuto bisogno di un’alternativa e, una volta rientrato nel finale, ha nuovamente accusato problemi.

Gilmour è la risposta migliore

Non tutto, però, è da buttare. Allegri sta sfruttando bene alcune delle carte a propria disposizione e la risposta più convincente arriva da Billy Gilmour.

Utilizzato nel doppio play al posto di Anguissa, lo scozzese è stato tra i migliori del Napoli e ha anche realizzato il gol azzurro sfruttando uno schema preparato in allenamento.

La coppia con Lobotka garantisce maggiore equilibrio e permette anche alla catena destra formata da Di Lorenzo e Politano di esprimersi meglio.

Segnali positivi arrivano inoltre dalla difesa. Rrahmani ha offerto una prestazione di grande livello, mentre Olivera ha retto il confronto con il temuto Mastantuono. Rafa Marin continua invece ad avere qualche esitazione e l’assenza di Buongiorno resta una questione non definitivamente risolta.

Migliora la condizione atletica

Un altro elemento positivo riguarda la tenuta fisica. Il Napoli sta mostrando evidenti progressi dal punto di vista atletico e il lavoro del nuovo staff consente alla squadra di rimanere in partita senza evidenti cali o lunghe pause.

Il problema, dunque, resta soprattutto strutturale.

Nell’analisi di Antonio Corbo su Repubblica Napoli, la rosa più anziana della Serie A avrebbe avuto bisogno di un maggiore rinnovamento. L’esempio positivo è Favasuli, dimostrazione di come sia possibile trovare giovani interessanti anche senza investimenti particolarmente elevati.

Da qui anche l’interrogativo sul ruolo di Giovanni Manna e sui margini operativi concessi al direttore sportivo. Se l’immobilismo sul mercato rappresenta una precisa scelta societaria, sarebbe ingiusto attribuirne interamente la responsabilità al dirigente. Allo stesso tempo, il Napoli ha bisogno di trovare nuove risorse per evitare di perdere ulteriore terreno nel calcio italiano.

La sosta arriva quindi con una doppia fotografia: una squadra che a Firenze ha mostrato segnali di ripresa e una classifica che continua invece a raccontare un avvio insufficiente. Allegri sta cercando soluzioni con gli uomini disponibili, ma sette punti in cinque giornate impongono un cambio di passo alla ripresa.