Corriere dello Sport: “Il Napoli è un peso leggero”
Fiorentina e Napoli cercavano la vittoria della svolta, ma l’1-1 del Franchi lascia sensazioni completamente differenti. Vanoli può sorridere per i progressi della sua squadra, mentre Massimiliano Allegri esce dalla sfida arrabbiato e con gli stessi interrogativi che accompagnano gli azzurri dall’inizio della stagione. Il problema principale resta quello dei gol.
Come racconta Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport, la Fiorentina sembra aver ritrovato un’anima nelle prime tre partite della nuova gestione Vanoli. Il Napoli, invece, continua a fare i conti con difficoltà realizzative ormai croniche. Un problema che avrebbe richiesto risposte differenti anche sul mercato e al quale Allegri dovrà adesso trovare una soluzione almeno fino a gennaio.
Il ritardo dalla vetta è salito a sei punti e l’energia garantita dai giovani Favasuli e Vergara, ieri rimasti in panchina, non può essere sufficiente per cambiare da sola il volto della squadra.
Napoli, è la peggior partenza degli ultimi dieci anni
Anche i numeri certificano le difficoltà. Il Napoli ha raccolto appena sette punti nelle prime cinque giornate: si tratta della peggior partenza degli ultimi dieci anni. Per trovare un rendimento inferiore bisogna tornare alla stagione 2015-2016, quando il Napoli di Sarri ne conquistò sei nello stesso arco di campionato.
La Fiorentina, al contrario, sta mostrando segnali di rinascita. La squadra lavora maggiormente di reparto, lotta e ha trovato anche il coraggio dei suoi giovani. Mastantuono, appena 19enne, si sta assumendo responsabilità importanti, mentre Fagioli è tornato protagonista con Vanoli.
Il prossimo obiettivo sarà recuperare anche Atta, ancora distante dai propri livelli migliori. Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport sottolinea inoltre la grande differenza anagrafica tra le due formazioni schierate al Franchi: 24,3 anni l’età media della Fiorentina titolare, 29,5 quella del Napoli.
Il pubblico viola ha apprezzato soprattutto lo spirito mostrato dalla squadra, applaudendola al termine della partita.
Gilmour risponde a Jimenez
Sul terreno di gioco l’equilibrio è stato evidente. Occasioni distribuite, due traverse colpite dalla Fiorentina e un palo del Napoli, oltre agli interventi importanti di Milinkovic-Savic e soprattutto De Gea.
A decidere il risultato sono stati due episodi. Il Napoli ha trovato il gol grazie all’inserimento di Gilmour sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Politano. La Fiorentina ha risposto con Jimenez, il cui tiro dalla distanza è stato deviato da Rafa Marin.
Proprio Jimenez era stato per un periodo un giocatore allenato da Allegri al Milan, prima del caso legato alla chat e della successiva cessione.
Quattro dei sette gol arrivano dai centrocampisti
Per il Napoli emerge ancora una volta il problema offensivo. Dopo la rete di Lobotka contro il Bologna, stavolta è stato l’altro regista, Gilmour, a trovare il gol.
Il dato è significativo: quattro delle sette reti realizzate dagli azzurri sono state segnate da centrocampisti.
Come evidenzia Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport, Hojlund ha vissuto una partita estremamente complicata, contenuto da un Dragusin in evidente crescita. Se Lucca e Lang non riusciranno a riemergere, aumentare la pericolosità offensiva diventerà ancora più difficile.
Una nota positiva arriva invece da Neres. Il brasiliano è ancora indietro dal punto di vista della condizione fisica, ma è riuscito comunque a creare pericoli anche senza essere al meglio.
Politano crea pericoli sulla destra
Dal punto di vista tattico, nessuno dei due allenatori ha scelto una pressione particolarmente alta. Fiorentina e Napoli si sono sistemate con una sorta di 4-2-3-1 flessibile, con De Bruyne da una parte e Atta dall’altra incaricati di modificare gli equilibri delle rispettive squadre.
Vanoli ha provato a limitare i due registi azzurri affidando Gilmour a Ndour e Lobotka ad Atta, mentre Mastantuono è stato coinvolto in molte delle migliori iniziative viola.
La fase difensiva del Napoli ha comunque retto, soprattutto quando Olivera è riuscito a prendere le misure a Franco.
Allegri ha invece cercato di costruire buona parte delle proprie azioni sulla fascia destra. Di Lorenzo ha limitato Njie, mentre Politano ha creato numerosi problemi a Viery. Quest’ultimo, meno efficace rispetto alla partita di Venezia, è stato sostituito all’intervallo da Valdepeñas, protagonista di un buon secondo tempo.
Il caldo condiziona il finale
A incidere sulla partita è stato anche il caldo. Giocare alle 12.30 con temperature così elevate ha messo duramente alla prova entrambe le squadre.
Come racconta ancora Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport, al fischio finale di Doveri, arrivato al 95′, numerosi calciatori sono crollati sull’erba colpiti dai crampi. Una scena che pone interrogativi sull’opportunità di disputare partite in condizioni simili.
Il Napoli torna così da Firenze con un punto che non soddisfa Allegri. Sette punti in cinque giornate, sei lunghezze di ritardo dalla vetta e soprattutto un attacco che continua a produrre troppo poco: alla ripresa servirà cambiare passo.
