Repubblica: “Napoli, i numeri spiegano il decimo posto: ottavo attacco e ottava difesa”

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Ottavo attacco e ottava difesa dopo le prime quattro giornate di Serie A. Il decimo posto occupato dal Napoli rispecchia le difficoltà incontrate dagli azzurri in un avvio di stagione caratterizzato anche dalla sconfitta contro l’Arsenal al debutto in Champions League. La vittoria sul Bologna ha interrotto il momento negativo, ma per Massimiliano Allegri il lavoro da fare resta tanto.

Come evidenzia Repubblica, i numeri fotografano i problemi manifestati finora dal Napoli nelle due fasi. Sono appena sei le reti realizzate nei primi 360 minuti di campionato: sette in meno dell’Inter e la metà esatta rispetto alle dodici segnate dalla Roma, prendendo come riferimento due dirette concorrenti nelle zone alte della classifica.

Cinque gol subiti in quattro giornate

Il dato difensivo non è più confortante. Il Napoli ha incassato cinque reti in Serie A e squadre come Cagliari e Frosinone hanno mostrato finora una maggiore solidità.

Per questo il successo contro il Bologna non può essere considerato un punto d’arrivo. Domenica alle 12.30 arriverà la trasferta contro la Fiorentina e il Franchi dovrà offrire indicazioni importanti sulla capacità della squadra di trovare equilibrio e continuità.

Repubblica sottolinea come Allegri debba lavorare in una situazione resa ancora più complicata dall’emergenza infortuni. Anguissa ha svolto nuovamente un programma personalizzato, questa volta dividendosi tra palestra e campo. Rimane quindi un piccolo spiraglio per la convocazione, anche se l’obiettivo massimo sembra essere la panchina.

Sei assenti sicuri a Firenze

Saranno invece certamente indisponibili Meret, McTominay, Buongiorno, Alisson, Marianucci e Giovane. Sei assenze che riducono ulteriormente le possibilità di scelta di Allegri.

Il Napoli ha già perso tre delle prime cinque partite stagionali tra campionato e Champions e il tecnico deve adesso trovare soluzioni soprattutto a centrocampo.

Contro il Bologna ha funzionato la formula del doppio play con Lobotka e Gilmour. Una coppia destinata quasi certamente a essere riproposta anche contro la Fiorentina.

Il doppio play alla prova del Franchi

Il test, però, sarà differente. Come analizza Repubblica, in trasferta il Napoli potrebbe essere costretto ad abbassare il proprio baricentro e proprio in questo scenario rischia di pesare l’assenza di un centrocampista capace di garantire fisicità, corsa e inserimenti partendo da lontano.

Lobotka e Gilmour garantiscono qualità nella gestione del pallone, ma hanno caratteristiche differenti rispetto agli uomini attualmente indisponibili. Allegri dovrà quindi trovare una soluzione per evitare di isolare Hojlund.

De Bruyne e Lang, quest’ultimo favorito su Vergara, hanno soprattutto nelle proprie corde la qualità dell’ultimo passaggio. Un discorso simile riguarda Politano e Favasuli, ancora in ballottaggio sulla corsia destra. Un aiuto potrebbe arrivare da Neres, nella speranza che possa offrire il proprio contributo almeno per una parte della partita.

Allegri cerca equilibrio anche in difesa

Il problema non riguarda soltanto la produzione offensiva. Considerando anche la Champions League, il Napoli ha già incassato sei reti. La porta è rimasta inviolata contro Genoa e Bologna, ma contro gli avversari più competitivi il reparto arretrato ha mostrato maggiori difficoltà.

La partita di Firenze rappresenterà quindi un banco di prova anche per Rafa Marin, chiamato a confermare i progressi mostrati recentemente.

Proprio per garantire maggiore equilibrio, Olivera potrebbe essere preferito a Spinazzola sulla fascia. Allegri sta valutando i correttivi necessari per affrontare una partita nella quale sarà fondamentale concedere poco senza perdere pericolosità offensiva.

Come rimarca ancora Repubblica, il dato di partenza resta eloquente: con l’ottavo attacco e l’ottava difesa della Serie A il Napoli deve ancora cambiare passo. La vittoria contro il Bologna ha rappresentato una prima reazione, ma adesso Firenze dovrà dire se gli azzurri hanno davvero iniziato la risalita.