Il Mattino di Napoli: “Napoli, nuove gerarchie in difesa: Marin diventa il muro, Milinkovic-Savic cerca certezze”

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Le gerarchie del Napoli stanno cambiando e Massimiliano Allegri cerca nuove certezze soprattutto nel reparto arretrato. Da una parte c’è Rafa Marin, diventato un punto fermo della linea difensiva; dall’altra Vanja Milinkovic-Savic, chiamato a ritrovare continuità dopo una stagione vissuta alle spalle di Meret. Due storie differenti che si incrociano nel momento in cui gli azzurri provano a costruire una maggiore solidità.

Come raccontano Gennaro Arpaia e Bruno Majorano su Il Mattino di Napoli, l’avvio di campionato ha modificato equilibri che soltanto un anno fa sembravano molto diversi. Milinkovic-Savic era il portiere titolare, mentre Marin aveva trovato pochissimo spazio. Oggi lo spagnolo è diventato praticamente intoccabile, mentre il serbo deve sfruttare l’assenza di Meret per riconquistare sicurezza e continuità.

Milinkovic-Savic, un anno dopo è cambiato tutto

Non è semplice essere Vanja Milinkovic-Savic. Il portiere deve convivere con gli stereotipi legati al ruolo e soprattutto con una concorrenza importante. Un anno fa, con Antonio Conte, aveva cominciato la stagione da titolare, mentre oggi le gerarchie sono cambiate.

Gennaro Arpaia su Il Mattino di Napoli ricorda come l’arrivo in azzurro fosse nato anche dalla necessità di garantire un’alternativa importante a Meret. Il Napoli aveva investito oltre 20 milioni nell’estate 2025 per assicurarselo, ma la convivenza tra i due portieri ha portato a un’alternanza continua.

Nell’ultima stagione Vanja ha giocato 24 partite e Meret 18. Quest’anno, invece, il serbo aveva iniziato alle spalle del compagno prima che l’infortunio di quest’ultimo gli restituisse spazio.

Tra Arsenal e Bologna, Vanja cerca continuità

Entrato contro l’Arsenal in Champions League dopo l’infortunio di Meret, Milinkovic-Savic non ha potuto fare molto sul tiro di Odegaard che ha portato alla rete. Contro il Bologna, invece, ha vissuto una partita molto più tranquilla.

Il serbo ha saputo comunque riprendersi la scena con un intervento reattivo su Maduake e con un altro riflesso importante nel finale sul tentativo di Tedesco, dopo che l’attaccante aveva superato Mbangula.

L’approccio della difesa è sembrato più solido rispetto alle precedenti uscite contro Como e Inter. Secondo Gennaro Arpaia su Il Mattino di Napoli, i numeri sembrano inoltre premiare il portiere serbo: nell’ultima stagione, considerando le gare di campionato disputate contro l’1,09 di Meret, Vanja ha fatto registrare una media di 0,89 gol subiti.

Adesso avrà la possibilità di giocare con continuità fino al rientro di Meret. Al Franchi, contro la Fiorentina, toccherà ancora a lui e servirà la migliore versione di Milinkovic-Savic per dare continuità alla ritrovata solidità.

Marin, da riserva a punto fermo

Se Milinkovic-Savic cerca nuove certezze, Rafa Marin sembra invece averle già trovate. Il difensore spagnolo è diventato uno dei punti fermi della linea a quattro di Allegri e in estate il Napoli ha scelto di trattenerlo nonostante l’interesse di diversi club.

Come sottolinea Bruno Majorano su Il Mattino di Napoli, la sua prima stagione con Antonio Conte era stata molto complicata. Marin aveva trovato pochissimo spazio, tanto da pensare a un possibile ritorno in Spagna all’inizio della nuova stagione.

L’esperienza al Villarreal gli è servita per acquisire maggiore sicurezza e, una volta rientrato a Napoli, si è presentato ad Allegri con una consapevolezza differente.

Allegri gli ha dato fiducia

Gli infortuni in serie di Buongiorno, Marianucci e Beukema hanno inizialmente aperto una possibilità. Marin, però, ha saputo trasformarla in qualcosa di più.

Rientrato dall’esperienza spagnola, il difensore ha spiegato di essere tornato con un obiettivo preciso: «Sono tornato per restare», raccontando anche il rapporto costruito con Allegri: «Sono dovuto andare via perché non c’era la possibilità di avere molto spazio, ma non vedevo l’ora di tornare e credo sia così. Con Allegri ho un ottimo rapporto, mi piace il suo piano di lavoro e di allenamento e poi giocare con Amir è molto facile perché straordinario».

La fiducia del tecnico è stata decisiva. Bruno Majorano su Il Mattino di Napoli evidenzia come Allegri abbia continuato a puntare sullo spagnolo anche quando sono rientrati alcuni compagni. Rafa non si tocca e la continuità concessagli dall’allenatore lo sta aiutando a crescere.

Un nuovo muro per il Napoli

A 24 anni Marin ha ancora ampi margini di miglioramento, soprattutto nelle letture difensive, ma la sua crescita rappresenta una delle indicazioni più positive di questo inizio di stagione.

Allegri lo considera un elemento sul quale costruire e il giocatore sente la fiducia dell’allenatore e del resto del gruppo. La continuità gli ha permesso di acquisire sicurezza e di diventare sempre più centrale nella linea arretrata.

Il Napoli cerca così nuovi punti di riferimento. Marin è passato dalle difficoltà della prima stagione alla titolarità, mentre Milinkovic-Savic ha davanti una nuova occasione per dimostrare il proprio valore in attesa del ritorno di Meret.

Le gerarchie sono cambiate, ma l’obiettivo resta lo stesso: costruire un Napoli più solido. E domenica a Firenze sia Marin sia Milinkovic-Savic saranno chiamati a confermare i progressi del reparto difensivo.