Gazzetta dello Sport: “Napoli, Allegri va al Max col doppio play: Gilmour-Lobotka anche a Firenze”

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Il Napoli vuole andare al Max e per farlo Massimiliano Allegri sembra aver individuato una nuova certezza nel cuore della squadra: Billy Gilmour e Stanislav Lobotka insieme. Due registi, due palleggiatori, due menti pensanti che interpretano il ruolo in maniera differente ma sembrano completarsi alla perfezione. Dopo Arsenal e Bologna, la coppia è pronta a essere confermata anche contro la Fiorentina.

Come racconta Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport, l’emergenza ha accelerato una soluzione che si era già intravista durante la gestione Conte. Le assenze di Anguissa e McTominay hanno tolto centimetri e fisicità al centrocampo, ma hanno permesso ad Allegri di scoprire un’alternativa che sembra ormai essere diventata una delle sue preferite.

Due registi, compiti differenti

Gilmour e Lobotka possono alternarsi nella costruzione. Quando uno si abbassa per iniziare l’azione, l’altro può avanzare e avvicinarsi alla punta, raccogliendo uno scarico e partecipando alla costruzione della trama offensiva negli ultimi metri.

L’obiettivo è garantire ritmo al centrocampo, alzare la pressione e contemporaneamente presidiare le linee di passaggio avversarie.

La coppia ha già superato due test importanti contro Arsenal e Bologna. Adesso arriva Firenze, dove Allegri intende insistere sul doppio play in attesa di recuperare gli altri centrocampisti.

Il calvario di Gilmour

Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport ricostruisce anche il difficile percorso attraversato da Gilmour. Il suo arrivo a Napoli era stato un’intuizione di Antonio Conte, che lo aveva conosciuto giovanissimo al Chelsea e ne aveva successivamente seguito la crescita tra Brighton, Premier League e nazionale scozzese.

La scorsa stagione è stata però fortemente condizionata dai problemi fisici. Gilmour si è operato per la pubalgia e ha trascorso 106 giorni lontano dal campo. Una volta rientrato ha faticato a riconquistare spazio, prima di subire un altro duro colpo: l’infortunio al ginocchio arrivato alla vigilia del Mondiale.

Lo scozzese è partito comunque per restare vicino ai compagni della nazionale, ma anche la preparazione successiva è stata complicata. Tanto lavoro individuale e soltanto nelle ultime amichevoli la possibilità di cominciare a mettere minuti nelle gambe.

Ora Allegri sembra aver trovato la posizione giusta. La prestazione contro l’Arsenal ha convinto il tecnico anche per la capacità dello scozzese di sostenere ritmi elevati e cercare costantemente la verticalità.

Il triangolo di Allegri

Gilmour e Lobotka hanno caratteristiche diverse. Ed è proprio questa diversità, secondo Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport, a permettere loro non soltanto di alternarsi in regia ma anche di convivere.

Allegri sta lavorando su un centrocampo che parte a tre e in fase offensiva può trasformarsi in un triangolo. La mezzala di maggiore qualità, che può essere De Bruyne oppure Vergara, avanza tra le linee e si posiziona sulla trequarti alle spalle del centravanti.

Gilmour predilige il lancio lungo, il cambio di gioco e la possibilità di ribaltare rapidamente l’azione da una corsia all’altra. Lobotka è invece uno specialista degli spazi stretti, capace di utilizzare tocchi rapidi e puliti per liberarsi dalla pressione e aspettare il momento dell’imbucata.

Fabregas, già un anno fa, aveva indicato nello slovacco un giocatore che avrebbe sempre voluto avere a disposizione, proprio per la sua capacità di rendere semplici anche le situazioni di possesso più complicate.

Allegri cambia anche Lobotka

Il gol segnato contro il Bologna ha mostrato anche un’evoluzione nel gioco di Lobotka. Lo stesso centrocampista aveva ammesso di non sapere quasi come fosse finito in area, considerando che l’inserimento offensivo non è mai stato una delle sue caratteristiche principali.

Conte aveva già provato a modificarne alcune abitudini e Allegri sta proseguendo sulla stessa strada. L’allenatore vuole che lo slovacco guardi maggiormente verso la porta e attacchi gli spazi quando ne ha la possibilità.

La presenza di Gilmour alle sue spalle facilita questa trasformazione. Lo scozzese può infatti raccogliere i palloni vaganti e garantire copertura, concedendo a Lobotka maggiore libertà di movimento.

Come sottolinea ancora Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport, il prossimo esame sarà particolarmente impegnativo. La Fiorentina dispone di un centrocampo capace di abbinare geometrie, corsa e forza fisica.

Allegri, però, sembra aver scelto la strada. Gilmour e Lobotka vanno avanti insieme: il doppio play nato dall’emergenza può diventare una delle chiavi tattiche del nuovo Napoli.