I conti del Napoli senza le coppe europee: crescono le spese, il punto sul fatturato
Il Napoli senza coppe europee deve fare i conti con un bilancio di spese in crescita. Ecco il focus del Sole 24 ore sul fatturato di Aurelio De Laurentiis.
Marco Bellinazzo del Sole 24 ore analizza i conti del Napoli. L’assenza delle coppe europee potrebbe essere un serio problema per la società di Aurelio De Laurentiis. Il focus finanziario sul fatturato azzurro punta soprattutto su due numeri: 205 e 2011 . La prima cifra va ad indicare il fatturato strutturale della società partenopea, non considerando le entrate da calciomercato. La seconda, invece, descrive il costo dell’organico partenopeo sommando ingaggi e ammortamenti. Nella scorsa stagione il Napoli ha pagato 129 milioni per costi dei tesserati , allenatore e staff ( Ancelotti è costato 11,6 milioni). A cui si aggiungono gli 82 milioni di ammortamenti annuali dei cartellini. Da qui si evidenzia che i soldi incassati da botteghino, area commerciale, diritti tv e Champions League, non sono bastati a compensare le spese.
Il valore positivo di 29 milioni di euro riportato al 30 giugno 2019 è stato raggiunto solo grazie ai 94 milioni di “entrate derivanti dalla valorizzazione del parco calciatori, tra cui 83 milioni di plusvalenze (60 milioni per la cessione di Jorginho al Chelsea e circa 20 per quella di Hamsik al Dalian Yifang), prestiti e anticipi su future cessioni ” scrive il Sole 24 ore.
I conti del Napoli senza coppe europee: scende il fatturato
Secondo quanto evidenzia Bellinazzo, qualora non si attingesse alle risorse europee il fatturato del Napoli scenderebbe sotto i 150 milioni di euro . Il Napoli ha quindi puntato molto sul player trading per cercare di compensare, ma se in passato “ la cessione dei grandi giocatori come Lavezzi, Cavani, Higuan, ecc. era servita per valorizzare il progetto sportivo, oggi sembra perseguire un duplice obiettivo ” scrive il Sole 24 ore. I due obiettivi sono:
• evitare deficit in bilancio
• tagliare il costo della rosa
Bisogna pensare che i compensi contrattuali dei calciatori sono stati pari a 101,6 milioni . In questo contesto si potrebbero inserire anche i mancati rinnovi di Mertens e Callejon , che avrebbero creato anche malumori tra i manager degli altri calciatori in attesa di rinnovo.
Solo ieri è stata diffusa la notizia di una crescita degli introiti per i componenti del Cda che controlla la SSCN . Società che può vantare 105 milioni di liquidità, una vera e propria mosca bianca a livello Europa. Belinnazzo sottolinea come in questo modo il Napoli al 30 giugno 2019 non abbia alcun debito con finanziarie o banche. I debiti accumulati sono 163 milioni di cui 133 per il calciomercato, 18 con fornitori e 10 con il fisco. Mentre i credito sono 88 milioni, di questi 66 vanno alla voce calciomercato. Se da un punto di vista economico il Napoli di De Laurentiis è ineccepibile, la gestione potrebbe portare un “rischio sportivo” visto l’incremento del livello della Serie A. I conti del Napoli senza coppe europpe potrebbero soffrire ma la cessione di qualche pezzo pregiato, come Allan e Koulibaly, potrebbero compensare fortemente il deficit. In ogni caso la rivoluzione avviata dal club, che tra il mercato di agosto 2019 e gennaio 2020 ha speso oltre 150 milioni di euro, potrebbe “ impoverire il tasso tecnico dell’organico e rendere sempre più complicata la rincorsa all’Europa che conta ” scrive Bellinazzo. La scommessa del Napoli in questo momento appare quella di puntare tutto sul ritorno nell’Europa che conta e sul player trading, piuttosto che su iniziative di medio e lungo termine, come il centro sportivo e qualità dello stadio.
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