Sequestrati quasi 100.000 euro a proprietari di hotel a Lacco Ameno.
Infedeltà patrimoniale: sequestro per una società alberghiera di Lacco Ameno
Il 30 giugno 2026, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo nei confronti di una società nel settore alberghiero, situata a Lacco Ameno, sull’isola d’Ischia. La società è gestita da un’amministratrice di fatto, anche socia di maggioranza, protagonista di indagini per infedeltà patrimoniale.
Il provvedimento, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Napoli, riguarda un importo di 96.673,20 euro, equivalente alla quota di capitale sociale detenuta dalla donna. Le indagini sono state condotte dalla Sezione Criminalità Economica della Procura della Repubblica di Napoli, supportate dai finanzieri della Compagnia di Ischia.
Le verifiche hanno rivelato circumstanze gravi, suggerendo che l’amministratrice avrebbe compiuto atti disonesti a danno della società. Si stima che il danno patrimoniale complessivo causato sia superiore a 300mila euro, un importo significativo che ha attirato l’attenzione delle autorità.
Dettagli delle indagini e delle irregolarità
Le indagini hanno messo in luce diversi episodi che hanno sollevato preoccupazioni circa la gestione della società alberghiera. Tra il 2020 e il 2024, l’amministratrice avrebbe permesso alla propria figlia di occupare quattro camere d’albergo, sottraendole così alla loro funzione ricettiva. Questa scelta ha comportato un danno finanziario stimato in oltre 176mila euro, evidenziando una chiara violazione delle norme aziendali e del buon senso economico.
Non sono stati solo gli episodi di gestione degli immobili a destare allerta. Anche i compensi erogati ai figli dell’amministratrice, già dipendenti della società, hanno suscitato interesse. Le indagini hanno accertato che tali compensi erano sproporzionati rispetto a quanto formalmente riportato nelle buste paga, con un valore complessivo vicino ai 46mila euro. Una gestione così orientata a favorire familiari potrebbe configurare una violazione delle normativi di trasparenza e di correttezza aziendale.
Un ulteriore elemento emerso dalle indagini è il trasferimento di circa 100mila euro verso una società di fatto non operativa e riconducibile ai figli dell’amministratrice. Questo credito è stato oggetto di svalutazione nel bilancio della società al 31 dicembre 2023, risultando di fatto non esigibile. Un episodio che segnala cattiva gestione e una potenziale appropriazione indebita delle risorse aziendali.
Infine, è emerso che l’amministratrice ha effettuato acquisti di beni estranei agli scopi commerciali della società, per un valore superiore a 3mila euro. Queste azioni sono state inadeguate rispetto alle necessità imprenditoriali e potrebbero causare ulteriori danni economici all’impresa.
Il provvedimento di sequestro
In risposta alle evidenze emerse, il pubblico ministero ha richiesto il sequestro preventivo delle quote societarie detenute dall’amministratrice, richiesta accolta dal GIP di Napoli. Il decreto di sequestro è stato emesso per un importo corrispondente a 96.673,20 euro, un’importo significativo che riflette l’istanza di tutela del patrimonio presso la società coinvolta.
Questa azione fa parte di una strategia più ampia per combattere la criminalità economica e garantire la legalità nelle pratiche aziendali. Il coinvolgimento di membri familiari dell’amministratrice, purtroppo, evidenzia anche come la gestione delle aziende, specialmente nel settore del turismo, possa essere compromessa da conflitti di interesse e atteggiamenti disonesti.
È fondamentale che le autorità continuino a monitorare e indagare su pratiche quanto meno discutibili nel settore, garantendo la protezione delle aziende oneste dai danni provocati da comportamenti scorretti. La vicenda, sebbene preoccupante, rappresenta anche un’occasione per riflettere sulla necessità di normative più stringenti e controlli rigorosi nel panorama imprenditoriale italiano.
Fonti ufficiali: Guardia di Finanza, Procura della Repubblica di Napoli.
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