Ziliani: “Della squadra capolavoro di Spalletti si è persa ogni traccia”
Napoli in crisi: il giornalista Paolo Ziliani critica aspramente la trasformazione della squadra sotto la guida di Garcia.
Napoli in crisi: il giornalista Paolo Ziliani critica aspramente la trasformazione della squadra sotto la guida di Garcia.
Il giornalista sportivo Paolo Ziliani ha espresso il suo forte disappunto sulla situazione attuale del Napoli attraverso una lunga serie di tweet. L’ex commentatore di Mediaset ha descritto la squadra come un “capolavoro distrutto” e ha confrontato la sua trasformazione con il passaggio da Maradona.
Dopo un inizio di stagione altalenante per il Napoli, Ziliani ha condotto un’analisi senza mezzi termini sulle recenti performance della squadra. Ha definito il caso del Napoli di Garcia come “lo strano caso” che ha trasformato undici giocatori in “undici ectoplasmi” . Afferma che, nonostante meno di cento giorni fa fosse una squadra capolavoro sotto la guida di Spalletti, ora l’identità della squadra è andata in frantumi.
“Lo strano caso del Napoli di Garcia che ha trasformato undici giocatori in undici ectoplasmi Dopo nemmeno cento giorni, della squadra capolavoro di Spalletti si è persa ogni traccia. Un’identità andata in frantumi e si rimpiange tutto, non solo l’abilità di Spalletti ma anche l’impronta che seppero dare Sarri, Benitez e Mazzarri. Il Napoli, che un anno fa era il Maradona della Serie A, adesso non si sa più chi sia o cosa sia”.
“Vedi i giocatori scendere in campo, leggi gli stessi nomi sulle maglie e immagini che nulla sia cambiato: poi la partita inizia, le undici maglie diventano una squadra ed ecco che Maradona non c’è più. Adesso c’è Celestini. O Caffarelli. Se va bene Ciro Muro. Ti accontenteresti di ritrovarti al cospetto non dico di Gianfranco Zola, ma di Francesco Romano: e invece niente, questo Napoli nessuno sa più che cosa sia. Il Napoli non c’è più”.
Paolo Ziliani ha concluso: “E la verità che fa più male, quella che nessuno dice, è che la sparizione della macchina perfetta, la miracolosa architettura umana di calciatori di Nigeria e Georgia, Messico e Corea del Sud, Macedonia e Kosovo, Polonia e Slovacchia, Argentina e Uruguay, Portogallo e Italia che Spalletti aveva edificato, non è stata un colpo al cuore solo per i tifosi napoletani, ma è stata una pugnalata per tutti gli sportivi che antepongono al tifo l’amore per il calcio”.
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