Tutta la storia di Napoli in nove punti

La storia di Napoli in nove punti: Spiegazione  semiseria della storia di Napoli, raccontata in nove punti, per conoscere le  radici della città .

La Storia di Napoli in nove punti

1. ETÀ ANTICA – Tutto comincia con un gruppo di coloni greci che provenivano dalla vicina Cuma (dove vai a fare i bagni a Torregaveta, dalle parti di Baia e del Fusaro) circa ottocento anni prima di Cristo. Questi coloni fondano prima un vil-laggio sull’isolotto di Megaride (dove adesso c’è il Castel dell’Ovo) ma poi, per proteggersi meglio dai nemici, se ne salgono sull’attuale Monte Echia, promontorio di Pizzofalcone, sopra l’attuale via Monte di Dio e qui fondano Partenope, che in seguito sarà detta Palepoli, cioè città antica. Certo i coloni avevano gusto. Ancora oggi la zona è una delle più esclusive di Napoli.

Vai con un amico a Salita Echia, alla fine di via Egiziaca a Pizzofalcone, a visitare i resti di Partenope. Comprenderai perché decisero di mettersi lì, esattamente lì.

Un paio di centinaia di anni dopo, avendo l’esigenza di ingrandire la città, fondano la nuova città di Neapolis (Città Nuova), dove è l’attuale centro antico; proprio dalle parti di piazza San Gaetano che è stato, ed è ancor oggi il vero centro della città (altro che “giù Napoli” come dicono “i friarielli” del Vomero).

Napoli continua a crescere.

2. IL DUCATO DI NAPOLI – Nel 536 arrivano i bizantini con Belisario; noto perché, dopo aver tentato di assediare Napoli senza riuscire a sfondare le potenti pro-tezioni, riuscirà ad entrare in città attraverso il vecchio acquedotto.

3. NAPOLI NORMANNA E SVEVA – Nel 1139 i napoletani consegnano la città di Napoli a Ruggiero il Normanno, re di Palermo. COME A TUTTI È NOTO nel 1123 viene fondata Castellabate, che non c’entra molto ma è sempre l’altra metà del mio cuore (Costabile Gentilcore, IV abate di Cava, chiederà proprio al re normanno l’autorizzazione a costruire un castello, da tutti chiamato il Castello dell’Abate, da cui Castellabate). Ma torniamo a Napoli: in questo periodo viene fatto costruire Castel Capuano, il primo castello napoletano; viene costruito a ridosso della più importante porta di accesso a Napoli, Porta Capuana. Un castello mas-siccio che ospiterà negli anni a venire il Tribunale di Napoli. Intorno al 1220 Federico II fonda a Napoli la prima Università che poi si chiamerà Università Federico II (guarda caso).

4. NAPOLI ANGIOINA – Nel 1266 comincia la dinastia Angioina e si ha la costruzione del secondo castello napoletano, il Maschio Angioino; sul mare, a ridosso del centro antico, su una collinetta ben difesa. Nel 1309 Roberto d’Angiò è Re di Napoli. Roberto fa venire a Napoli grandi artisti: Tino da Camaino (bella strada al Vomero dove c’è SGA); Giotto (che pure ha avuto intitolato un altro ramo di piazza Medaglie d’oro) e Giovanni Boccaccio (cui pure è dedicata una bella via a Posillipo). Anche Francesco Petrarca (bellissima via di Posillipo) sarà a Napoli ospite nel convento di San Lorenzo.

5. NAPOLI ARAGONESE – Nel 1442 Napoli cade in mano aragonese, ma il regno aragonese dura solo sessanta anni. In questo periodo Napoli diventa una delle città più influenti d’Europa. Ospiterà Alfonso il Magnanimo (1442-1458) e la sua corte.

Di questo periodo è la famosa Tavola Strozzi, la prima rappresentazione cartografica conosciuta della città di Napoli.

Il peggio adesso è finito; con il 1500 comincia la storia più vicina a noi, quella del vicereame spagnolo. La storia dei nostri avi, di quelli che avevano già il nostro cognome, che vivevano e pensavano più o meno come noi oggi. Oggi vediamo le cose salienti accadute nel periodo del cosiddetto Vicereame Spagnolo, da inizio del 1500 a fine del 1600; duecento anni molto intensi.

6. IL VICEREAME SPAGNOLO – Nel 1501 il Regno di Napoli fu conquistato dagli spagnoli; Madrid nominerà, per oltre due secoli, dei vicerè che governeran-no la città ed il suo regno (anche dopo il 1734 Napoli sarà governata dagli spagnoli, ma non sarà più un vicereame. Carlo III sarà Re di Napoli rimanendo a Napoli e dando origine ad un regno autonomo dagli stati stranieri).

Verso il 1532 Don Pedro de Toledo amplia la città costruendo via Toledo (che sarà poi chiamata via Roma e poi di nuovo via Toledo). Nel 1600 si avvia la costruzione di Palazzo Reale, quello a piazza Plebiscito, su progetto di Domenico Fontana (cui sarà intitolata una bella strada all’Arenella). Nel 1606 Caravaggio è a Napoli (a lui verrà intitolata la importante via che conduce il Vomero a Fuorigrotta).

Viene costruita la guglia di San Gennaro, quella a piazza Sisto Riario Sforza, zona Tribunali, per ringraziare San Gennaro di aver salvato Napoli da una eruzione del Vesuvio.

Il 1657 Napoli vide la famosa rivolta di Masaniello e la nascita di una breve ed effimera repubblica (la prima Repubblica napoletana). La decapitazione di Masaniello avverrà a piazza Mercato, dov’è la chiesa del Carmine e dove oggi c’è anche l’orribile palazzo che impedisce la vista del mare.

Negli stessi anni a Napoli arriva anche la peste. E qui farà circa quattrocentomila morti. Due persone su tre moriranno di peste e solo San Gennaro salverà la città, con un altro miracolo.

7. IL REGNO BORBONICO. Dopo un breve periodo di viceregno autriaco, un trentennio di inizio ‘700, nel 1734 Carlo di Borbone diventa Re di Napoli. Ancora gli spagnoli, ma stavolta non con un vicerè, con un vero RE. Carlo di Borbone farà cose eccezionali a Napoli; da Palazzo Fuga (l’Albergo dei Poveri) alla Reggia di Capodimonte alla Reggia di Portici. Di Carlo di Borbone parleremo a lungo; fu il Re Borbone più produttivo della storia di Napoli. Nel 1759, dopo la morte del fratello, Carlo lascia Napoli per tornare in Spagna a fare il re e la corona di Napoli passa al figlio, ancora minorenne, Ferdinando IV.

Sarà un Re che lascerà tracce solide nella storia di Napoli; governerà fino al 1825, tranne due interruzioni: una durante la seconda repubblica napoletana e l’altra nel decennio francese.

Nel 1799 ci sarà infatti un nuovo tentativo di insurrezione e di creazione di una Repubblica napoletana (la seconda dopo quella di Masaniello): quella rappresen-tata dalla borghesia colta che vede come figura chiave una donna: Eleonora Pimentel Fonseca. Anche questo tentativo però finirà nel sangue e Ferdinando ritornerà sul trono di Napoli.

8. IL DECENNIO FRANCESE. Successivamente, il Regno dei Borbone fu inter-rotto di nuovo per un altro breve periodo: il decennio francese (1805 – 1816). Soli dieci anni, ma che saranno decisivi per l’intero Regno. Prima sotto Giuseppe Bonaparte e poi sotto il cognato Gioacchino Murat, saranno introdotte molte importanti riforme amministrative che saranno mantenute anche dopo la restaurazione spagnola. Verranno avviate opere pubbliche quali il ponte della Sanità e via Posillipo. Nel 1815 Murat verrà fucilato a Pizzo Calabro.

9. RITORNANO I BORBONE. Dopo la fucilazione di Murat, Ferdinando IV torna per la terza volta sul trono di Napoli, che da allora si chiamerà Regno delle due Sicilie. Anche lui cambia nome, cambiando il Reame, e si chiamerà Ferdinando I: e fu come Ferdinando I che concederà, nel 1820, la Costituzione. A Ferdinando I succederà il figlio Francesco I che regnerà solo per cinque anni; mentre dal 1830

al 1859 regnerà Ferdinando II, che apportò molti miglioramenti alla città di Napoli e alla provincia e nel 1839 inaugurerà la prima ferrovia d’Italia: la Napoli-Portici.

Quindi la dinastia borbonica è semplice da ricordare: Carlo è il capostipite. Poi suo figlio Ferdinando, poi Francesco, poi di nuovo Ferdinando e di nuovo Francesco. Nel 1859 infatti, alla morte del padre Ferdinando II, il figlio Francesco II è proclamato re; sarà l’ultimo sovrano del Regno delle Due Sicilie in quanto solo un anno dopo Garibaldi entrerà nella città di Napoli e il Regno delle due Sicilie sarà annesso al Piemonte.

E qui siamo arrivati alla fine del Regno delle due Sicilie. Il resto lo conosci già.

fonte: Manuale di napoletanita’ colella.

Potrebbe piacerti anche