Calcio Napoli e cultura Napoletana

Sarri ha deciso: Blocca la squadra. Il turn over rischia di sparire

Sarri ha deciso: Blocca la squadra. Gli azzurri avranno tempo per allenarsi adeguatamente e il turn over rischia di sparire per un po’.

Lo scrive il CdS

Sarri ha deciso: Blocca la squadra.

NAPOLI- Breve viaggio (statistico) nelle abitudini di Maurizio Sarri, al suo secondo anno in corsa per la conquista della Champions League diretta. Qualcosa rispetto al passato nella applicazione del turn over è già cambiata, ma nella scorsa stagione, stesso periodo, quando mancavano sette giornate alla fine, e non c’era intorno al Napoli né l’esigenza di affrontare la Coppa Italia, né quella di misurarsi in Europa, il finale di stagione fu – praticamente – per una squadra sola.

Cosa accadrà adesso che il campionato s’è preso tutto il tempo del Napoli? Non ci sarà la Coppa Italia, non c’è già più la Champions League, non ci si dovrà misurare con fatiche infrasettimanali, le tre partite in otto giorni, le sette in ventuno, tutto quel mondo che chiama in causa il turn over: c’è quindi la possibilità di allenarsi secondo antiche e collaudate scadenze, di consentire a chiunque di rimettersi in piedi, ed il sospetto che si vada verso una squadra «bloccata» esiste.

Esistono margini per riscrivere le gerarchie e concedersi il lusso di giocarsela da titolare; ma c’è, innanzitutto, un Napoli che parte in vantaggio, perché ha acquisito meriti sul campo.

Il turn over rischia di sparire?

DIFESA. Solo qualche acciacco può spostare Reina dalla porta che è stata sua, tranne in due circostanze (una in Coppa Italia con lo Spezia, una in campionato con la Juventus). E anche il resto della retroguardia, al netto delle ultime novità, sembra inchiodata alla linea difensiva: Hysaj a destra, Albiol e Koulibaly come pilastri centrali e adesso Strinic a sinistra, a meno che Ghoulam non riesploda fisicamente. Però la coppa d’Africa qualcosa ha tolto all’algerino.

CENTROCAMPO. Hamsik non ha rivali, la prima maglia è la sua, poi si parte con gli altri: ma se per un periodo più o meno lungo si è entrati in ballottaggi imprevedibili, in questo momento Jorginho sembra saldamente il regista inavvicinabile, avendo in sé caratteristiche differenti da Diawara, al quale possono essere lasciate partite con campo più largo. Però è una ipotesi. Come può esserla quella che l’Allan di queste settimane, alla terza gara in campionato da titolare, possa lasciare la sua zona mediana a uno tra Rog (due di seguito, tra la Roma e il Crotone) o a Zielinski (che sta pagando un appesantimento della condizione e manca dalla formazione base dal 10 febbraio scorso).

GLI INTOCCABILI. Ma come si fa poi a pensare che un attacco definito leggero (nel peso) e però pesantissimo (nei numeri) possa evaporare da un momento all’altro? Mica per riconoscenza, ma per valori assoluti: Insigne è alle trentesima consecutiva, Callejon è tante cose assieme e Mertens ormai il 9 più autentico. In organico c’è dell’altro, ovvio, ma la priorità è concessa ad un tridente che ha una vocazione entusiasmante ed è rassicurante.

Ecco perchè Sarri spera nel San Paolo.

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