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Salernitana-Napoli, testimonianza choc: “Aggrediti da 40 persone, salvati dagli steward. La polizia ferma…”

Ancora un episodio vergognoso accaduto allo stadio Arechi di Salerno

Salernitana-Napoli ultras granata hanno aggredito 3 persone, due donne e un uomo. La polizia non è intervenuta.

ULTRAS DELLA SALERNITANA AGGREDISCONO TRE TIFOSI DEL NAPOLI

Il derby tra Salernitana e Napoli è terminato sul risultato di 0-1. Ad avere la meglio è stata la squadra di Spalletti, oggettivamente superiore a quella salernitana.  È stata comunque una bella lotta in campo e il clima sugli spalti era sicuramente molto caldo.

La trasferta è stata vietata ai tifosi partenopei, ai residenti a Napoli per questioni di ordine pubblico. Tuttavia tra i sostenitori della Salernitana c’era qualche supporter azzurro e si sono registrati dei brutti episodi.

Due donne e un uomo sono stati aggrediti da alcuni tifosi di casa. Ecco la testimonianza di Emilia ai microfoni di CN24 TV:

LA TESTIMONIANZA DELL’AGGRESSIONE

“Sono stati momenti difficili, siamo miracolati. Siamo stati coinvolti in tre in un’aggressione. Mi ero accostata ad un tornello con degli steward e dei tifosi a cui non avevo fatto caso. All’ingresso hanno riconosciuto il nostro accento napoletano e hanno iniziato a inveirci contro. Ci hanno rincorso, c’erano le camionette dei poliziotti ferme a cui ho chiesto aiuto, ho implorato aiuto ma non hanno fatto niente. Ci hanno salvato gli steward.

Il mio collega ha abbracciato mia madre alla quale tiravano i capelli mentre tiravano calci e pugni. Erano 30-40, non c’era modo di difendersi. I poliziotti cercavano di essere belligeranti e mia madre ha provato a spiegare la situazione ma pensavano fosse stato il mio collega ad aver iniziato la rissa. Successivamente siamo stati insultati ancora una volta da alcuni tifosi della Salernitana. Nella seconda aggressione ho avvicinato due poliziotti sulle scale dell’Arechi ma sono rimasti inermi e impassibili.

La mia giacca stava andando a fuoco per via della cicca di sigaretta: siamo scossi, quelli non erano tifosi ma persone depresse che volevano solo creare delle questioni. Anche in ospedale c’era un gruppo di tifosi che provava a inveirci contro e quando abbiamo voluto sporgere denuncia il poliziotto non ci ha fatto entrare dicendo non ci fosse il tempo. Sono in contatto con la DIGOS, valutano i filmati. Noi non li abbiamo ancora visionati. Mia mamma ha già perso un figlio, vedersi in una situazione così l’ha avvilita e non riesce a riprendersi: è stata un’aggressione barbara e ingiustificata”.

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