Marotta dopo Inter-Juve: «Bastoni? Gesto non consono ma va giustificato»

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MILANO – A margine dell’Assemblea di Lega andata in scena nella mattinata di lunedì 16 febbraio 2026 a Milano, il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta è intervenuto ai microfoni affrontando i temi più caldi del momento, a partire dalle polemiche seguite a Inter-Juventus.

Sul tavolo l’espulsione di Kalulu, la simulazione di Bastoni e il confronto acceso negli spogliatoi tra la dirigenza bianconera e l’arbitro La Penna.

«Bisogna inasprire le pene»

Marotta ha invitato a un confronto ampio sul sistema calcio:

«Quello che avviene in Italia avviene anche all’estero. Oggi dobbiamo confrontarci. Bisogna intervenire inasprendo le pene nei confronti di tutti, anche verso dirigenti e allenatori, anche dal punto di vista pecuniario. Bastoni ha fatto un gesto non consono, ma va giustificato: la repressione non fa parte del mio bagaglio».

Un passaggio che apre al tema delle responsabilità condivise e della necessità di una maggiore cultura regolamentare:

«Spesso noto una certa ignoranza nel conoscere gli aspetti regolamentari che invece dovrebbero essere noti a tutti, anche ai calciatori. C’è dispiacere come uomo».

Il confronto negli spogliatoi

Il presidente nerazzurro ha poi commentato quanto accaduto nel tunnel dopo la partita:

«Salutare Chiellini è il minimo, è un dirigente giovane e inesperto, non mi permetto di dargli consigli. Ci siamo confrontati. Sono dinamiche che avvengono negli spogliatoi».

Sull’eco mediatica dell’episodio:

«Clamore mediatico superiore ad altri casi? È normale, l’Inter è quella che ha totalizzato più trofei e più punti».

Il precedente Cuadrado

Infine, Marotta è tornato sul tema delle simulazioni richiamando un episodio del passato:

«Simulazioni? Voglio ricordare quanto successe sempre in Inter-Juventus con Cuadrado. Con quel fatto la Juventus si qualificò alla Champions League e guadagnò 60-70 milioni».

Parole destinate ad alimentare ulteriormente il dibattito attorno alla direzione arbitrale del derby d’Italia e al clima che si respira attorno al campionato.