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Marfella: “Napoli tra rifiuti e tumori, ma ci vogliono far vivere e morire da ignoranti”

Antonio Marfella, medico e oncologo, su Il Fatto Quotidiano denuncia l'assenza di dati e certificazioni su problemi come rifiuti e droghe.

Antonio Marfella, medico e oncologo, su Il Fatto Quotidiano denuncia l’assenza di dati e certificazioni su problemi come rifiuti e droghe.

Napoli è la terza città metropolitano d’Italia ma vive all’interno di mille contraddizioni, ma soprattutto come scrive l’oncologo Antonio Marfella su Il Fatto Quotidiano, è costretta a vivere ed a morire nell’ignoranza. Nel pezzo si evidenzia la mancanza eccezionale di dati, informazioni e approfondimenti su argomenti fondamentali per la salute pubblica come: rifiuti, smaltimento, consumo di droghe e inquinamento. Il registro tumori di Napoli è fermo al 2012 denuncia Marfella, che mette in evidenza anche come nella Galleria Vittoria si formi un’incidenza di NO2 “terrificante”. Ma mancano anche i dati sull’ispezione dei pozzi di Acerra inquinati da tricloro e tetracloroetielene.

Senza impianti di smaltimento

La denuncia di Marfella sulle mancanze di Napoli è a 360°, partendo dall’assenza di impianti di smaltimento di rifiuti a norma di legge. E non quelli per smaltire i rifiuti solidi urbani, a Napoli mancano gli impianti per i “rifiuti speciali, industriali e tossici, a cominciare dall’amianto e dai rifiuti speciali ospedalieri, ma nessuno lo deve sapere, tantomeno chi governa la regione Campania”. Ma in questa stessa terra, dove mancano gli impianti, c’è anche il 47% degli impiegati delle industrie manifatturiere che lavora in nero. Magari spesso lavorano anche in aziende che nemmeno esistono e che quindi smaltiscono tutto illecitamente, per strada, nei canali, nelle campagne. “Ma nessuno lo deve sapere” scrive Marfella che calcola in “non meno di seimila tonnellate i rifiuti industriali da smaltire illegalmente, ogni giorno, con gli invincibili roghi tossici della Terra dei Fuochi campana“. “Siamo la regionescrive l’oncologo che quindi, con uno smaltimento scorretto di non meno di seimila tonnellate di rifiuti industriali ogni giorno da oltre 30 anni (più di tutti i rifiuti urbani che sono 5500 tonn/die), danneggia la salute pubblica non solo avvelenando l’aria con i roghi tossici di Terra dei Fuochi ma avvelenando anche le falde acquifere superficiali“.

L’inquinamento

Eppure l’assenza di dati significativa per calcolare il reale stato delle cose nel Napoletano è evidente in ogni campo. Ad esempio da 5 anni non si assolutamente nulla di ufficiale sull’ispezione dei pozzi di Acerrainquinati da tricloro e tetracloroetielene, cancerogeni certi per cancro della vescica“. Per calcolare invece la percentuale di inquinamento della Galleria Vittoria si ci è dovuti affidare alla ricerca voluta dai ‘Cittadini per l’Aria’ di Milano che nel 2020 ha riscontrato valori terrificanti: “circa 220 mcg/m3 per il solo NO2, limite di legge 40“. Sempre in tema di inquinamento a Napoli, Marfella mette in evidenzia come nel “porto di Napoli però, non esistono solo le maxi navi da crociera – senza elettrificazione delle banchine – i cui motori restano accesi in pieno centro cittadino e sono pari a circa 50mila auto diesel a motore acceso in pieno centro, ma soprattutto esistono enormi depositi di benzina mai delocalizzati e depositi di GPL e ora (si tenta) anche gas naturale per rendere “ecologiche” le maxi navi da crociera“.

Morire nell’ignoranza

Leggendo l’articolo di Marfella su Il Fatto Quotidiano si capisce come a Napoli si muoia nell’ignoranza. Si, perché il registro tumori, ad esempio, è fermo al 2012. “E adesso, dopo avere lottato per decenni per spiegare che la migliore canapa da droga di Europa, a maggiore concentrazione di cannabinoidi, la coltiviamo noi sui Monti Lattari da decenni al posto del pomodorino del piennolo, scopriamo che col nome di “el chapo” si vende a Scampia, ma consuma i nostri figli nella ricca Chiaia”. Io mi metto a cercare dati sul consumo di droghe a Napoli (patria di uno dei serial più famosi al mondo come “Gomorra”) ma devo purtroppo scoprire che, come sempre da decenni, non esce un solo dato sul consumo reale di droga a Napoli! Non dobbiamo sapere nulla neanche su quante e quali droghe consumiamo a Napoli, la patria di Gomorra! Non ci sono dati sul consumo di farmaci e droghe né nelle fogne né nei fiumi, al contrario di Milano e Roma. Nessuna nostra Università se ne vuole occupare“.

Insomma secondo Marfella: “Napoli è la terza città metropolitana di Italia, la Regione Campania è una delle regioni più belle e più importanti di Italia, ma noi di Napoli non dobbiamo sapere nulla di nulla delle cose che contano e che servirebbero ad esempio a un candidato Sindaco per potere governare meglio. Evidentemente perché ci vogliono fare campare, ma soprattutto morire, ignoranti e felici“.

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