Gazzetta dello Sport: “Napoli, Allegri è arrivato: prende il via una nuova era tra ambizioni, idee tattiche e grandi obiettivi”

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Massimiliano Allegri ha iniziato ufficialmente la sua nuova avventura sulla panchina del Napoli, ritrovando una città già conosciuta da calciatore ma profondamente cambiata rispetto alla sua breve esperienza del 1998. Antonio Giordano, sulle pagine della Gazzetta dello Sport, racconta il primo giorno del tecnico livornese, atterrato a Capodichino e subito diretto a Castel Volturno prima di raggiungere l’hotel Parker’s, storico punto di riferimento delle sue trasferte napoletane quando allenava Juventus e Milan. Antonio Giordano della Gazzetta dello Sport sottolinea come questo rappresenti l’inizio di una nuova storia, destinata a inaugurare un ciclo che il club spera possa essere ricco di successi.

Secondo Antonio Giordano sulla Gazzetta dello Sport, Aurelio De Laurentiis inseguiva Allegri da diversi anni. Dopo i tentativi del 2012, del 2021 e del 2025, il presidente è riuscito finalmente a portarlo sulla panchina azzurra, scegliendo il Teatro San Carlo per la presentazione ufficiale del nuovo allenatore. Il tecnico raccoglie un’eredità importante e sarà chiamato a guidare una squadra che punta a confermarsi protagonista sia in Serie A sia in Champions League.

Come evidenzia ancora Antonio Giordano della Gazzetta dello Sport, Allegri dovrà innanzitutto lavorare su una rosa molto ampia, composta da 47 calciatori, con l’obiettivo di ridurre l’organico e individuare il gruppo definitivo che affronterà la stagione del Centenario. Tra i punti fermi figurano elementi di assoluto livello come Scott McTominay, Rasmus Hojlund, Kevin De Bruyne, Stanislav Lobotka, Giovanni Di Lorenzo e Alisson Santos, giocatori attorno ai quali il nuovo tecnico costruirà il proprio progetto tecnico.

Sul piano tattico, Antonio Giordano, sulle colonne della Gazzetta dello Sport, spiega che Allegri avrà a disposizione diverse soluzioni. Il 4-3-3 rappresenta il sistema che meglio valorizzerebbe le caratteristiche dell’attuale organico, permettendo di sfruttare gli inserimenti di McTominay e, se resterà, di De Bruyne, oltre alle qualità di Hojlund come riferimento offensivo. Non viene però esclusa la possibilità di ricorrere anche alla difesa a tre, soluzione già utilizzata con successo durante gli anni alla Juventus grazie alla fisicità e alla duttilità della rosa. Saranno le prime settimane di lavoro a indirizzare le scelte definitive del nuovo allenatore, chiamato a modellare il Napoli secondo le proprie idee.