Gazzetta dello Sport: “La resa dei conti”
Una notte di festa, un compleanno, uno scudetto. Eppure, nel cuore della celebrazione più attesa da Napoli, si insinua il dubbio sul futuro. Antonio Conte e Aurelio De Laurentiis si ritrovano ancora una volta faccia a faccia, sull’isola di Ischia, tra brindisi e bilanci. Perché lo scudetto 2024-25, con 82 punti e la miglior difesa della Serie A (27 gol subiti), non ha ancora sciolto i nodi tra presidente e allenatore.
Il destino, si sa, ama l’ironia. Venerdì notte, a mezzanotte esatta, De Laurentiis ha compiuto 76 anni. Sul palco, ha ricevuto il regalo più grande: il tricolore conquistato da Conte e dalla squadra. Ma l’abbraccio tra i due, nel cuore dello stadio Maradona, è apparso freddo, quasi meccanico. Non certo la stretta calorosa che ci si aspetterebbe tra i protagonisti di una stagione trionfale.
«Io e il presidente siamo entrambi vincenti, in modi diversi. Intanto festeggiamo insieme», ha detto Conte con diplomazia.
Il punto di frattura è noto: la cessione di Kvaratskhelia senza un degno sostituto, nel mercato di gennaio, ha incrinato i rapporti. Un “segreto di Pulcinella”, come lo definisce Vincenzo D’Angelo su La Gazzetta, che ha minato la fiducia reciproca. Conte si è sentito esposto, privato di un’arma decisiva, e ha dovuto caricare su di sé tutto il peso della responsabilità, soprattutto da febbraio in poi.
«Questa è stata la mia impresa più difficile», ha ammesso il tecnico durante i festeggiamenti.
Non a caso, da giorni la Juventus bussa con insistenza alla sua porta. L’ipotesi di un ritorno in bianconero, dove da capitano e tecnico ha vissuto stagioni indimenticabili, stuzzica l’allenatore leccese. Ma c’è un contratto triennale con il Napoli e, come dimostra il precedente Spalletti, non è mai semplice forzare la mano con De Laurentiis. Il precedente: Spalletti
Già due anni fa, nel maggio 2023, un altro scudetto si chiuse con un addio: Luciano Spalletti, oggi ct della Nazionale, lasciò dopo incomprensioni insanabili con il presidente. Nella sua autobiografia, fu chiarissimo:
«Sono andato via perché non avevo più la voglia di sostenere il continuo conflitto caratteriale con un imprenditore capace, ma dal grande ego».
Il messaggio del presidente
Venerdì sera De Laurentiis è apparso conciliante, ma ieri – intervenuto al TG1 – ha fatto intendere che il suo pensiero è chiaro:
«Conte resta? Bisogna stare bene in un certo ambiente. Se qualcuno lo soffre, è giusto che cambi aria. Questo è successo con Spalletti. Con Conte vedremo…».
E ora? I due sono a Ischia, nello stesso hotel, nello stesso ristorante. Ufficialmente per festeggiare, ma in realtà si è creata la condizione perfetta per guardarsi negli occhi a mente fredda e decidere. Il faccia a faccia della verità è atteso a ore.
Napoli ha già dimostrato di poter festeggiare in grande. Ora, però, bisogna capire se l’abbraccio tra Aurelio e Antonio è l’inizio di un nuovo ciclo, o solo il commiato elegante di due vincenti, troppo diversi per durare insieme.
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