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Coronavirus – ecco il test italiano: prezzo basso e alta affidabilità

test italiano coronavirus

E’ tutto made in Italy il test del sangue per la ricerca del coronavirus che potrà assegnare la patente di immunità ed ampliare lo screening.

Il test del sangue per verificare chi ha sviluppato gli anticorpi al Covid 19 è interamente prodotto in Italia grazie agli studi condotti dal Policlinico San Matteo di Pavia. La multinazionale di diagnostica Diasorin è pronti al lancio del test sierologico messo a punto da 50 ricercatori. La certificazione CE arriverà entro due settimane, a quel punto si potranno far partire test su larga scala per tutta la popolazione.

Uno dei punti di forza per questo test, infatti, è il costo basso dato che parliamo di 5 euro per ogni test sierologico. In questo modo – spiega corriere.it – si potranno fare circa 500mila test al giorno. I risultati arrivano in appena un’ora e potranno sostituire i kit rapidi sul sangue, che hanno una sensibilità più bassa.

Come funziona del sangue per il coronavirus?

In pratica il test serve a rivelare se nei soggetti sono stati sviluppati gli anticorpi che combattono il covid 19. In particolare verrà utilizzato per coloro che sono stati dichiarati guariti, dopo l’esecuzione dei due tamponi con esito negativo. In questo modo si certifica a tutti gli effetti che il soggetto è immune e quindi non rischia di ammalarsi di nuovo. L’esame per la ricerca di questi anticorpi che combattono il coronavirus funziona a tutti gli effetti come un prelievo ematico. Pochi microlitri di sangue vengono inseriti inseriti in un macchinario che va alla ricerca degli anticorpi specifici che vengono sviluppati nei soggetti che hanno contratto il coronavirus.

Un’altra fase del test del sangue potrebbe prevedere quella per i soggetti che hanno contratto il covid 19 ma che non sono mai stati soggetto a tampone perché asintomatici. Il test italiano funziona anche su questi soggetti che quindi potrebbero essere considerati, immuni anche se per decretarne la potenziale infettività serviranno sempre i tamponi che vengono eseguiti attualmente. In ogni caso al momento, a causa della carenza mondiale di reagenti, non è possibile applicare questa strategia di screening su larga scala.

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