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Allenamenti, il Napoli studia la ripersa anti covid: ecco il piano degli azzurri

Napoli, seduta di allenamento. Buone notizie per Hysaj e Milik

Il Napoli studia la ripresa degli allenamenti, società e staff sanitario metto a punto il piano per evitare il contagio con guanti, mascherine e altri accorgimenti.

Il Corriere del Mezzogiorno effettua un focus sulla possibile ripresa degli allenamenti in casa Napoli. Al training center di Castel Volturno società e staff sanitario stanno stilando un piano di azione per difendere calciatori e staff da possibili contagi. Al momento le misure restrittive del governo Conte sono state prolungate fino al 13 aprile, ma la Serie A cerca di ripartire e terminare il campionato. Per questo motivo si prova a trovare una soluzione per gli allenamenti.

Secondo quanto scrive il CdM gli allenamenti in casa Napoli cominceranno con le “visite mediche, test fisici e allenamenti individuali, poi quelli collettivi rispettando il protocollo d’intesa sottoscritto dai medici sportivi italiani“. Da questo punto di vista lo staff sanitario della società partenopea si era mossa con largo anticipo, mettendo in campo tutte le misure di protezione per evitare il contagio di giocatori e dipendenti.

I medici azzurri si erano già mossi su tanti aspetti per tutelare tutti al centro sportivo di Castel Volturno: l’utilizzo delle mascherine, la nuova abitudine di tenere quanto più possibile le porte aperte sia per evitare il possibile contagio con le maniglie che per favorire il circolo dell’aria e la predisposizione ad evitare gli assembramenti in sala video, negli spogliatoi e in palestra. Il capitolo delle visite mediche – scrive Corriere del Mezzogiorno – sarà un nodo da decifrare nel calcio dopo l’emergenza, sicuramente i club dovrebbero predisporre i tamponi per tutti i tesserati a differenza di quanto avveniva fino ad inizio marzo. Il protocollo spagnolo prevede delle indicazioni anche per i trasporti, suggerisce il bus in caso di ritiri per rispettare la norma di occupare un posto ogni cinque fiale, in casa Napoli si pensava a taxi personali

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