Aryna Sabalenka avverte: i boicottaggi ai Gran Premi potrebbero essere il prossimo passo nella disputa sui compensi.
La Questione del Premio ai Grand Slam: Una Potenziale Rivolta?
Negli ultimi tempi, il tema del premio in danaro durante i tornei del Grande Slam è diventato un argomento scottante tra i tennisti. Molti giocatori sostengono che le somme erogate non siano adeguate e ci sono voci crescenti di una possibile protesta o addirittura di un boicottaggio. Sam Querrey, ex semifinalista a Wimbledon, ha dichiarato che i giocatori dovrebbero passare dalle parole ai fatti, valutando l’idea di boicottare i Grand Slam anziché limitarsi a lamentarsi. Ma qual è la posizione della numero uno del mondo, Aryna Sabalenka, su questa situazione?
Aryna Sabalenka ha espresso le sue opinioni sul tema durante una conferenza stampa all’Italian Open. La tennista bielorussa ha affermato che il successo del torneo è in gran parte dovuto agli atleti: “Sentiamo che lo spettacolo dipende da noi. Senza di noi non ci sarebbero tornei né intrattenimento. Siamo convinti di meritare una percentuale di paga maggiore.”
Quando le è stato chiesto se pensasse che i giocatori possano realmente boicottare i Grand Slam, Sabalenka non ha esitato: “Credo che a un certo punto lo faremo, sì. Sento che sarà l’unico modo per combattere per i nostri diritti.”
Il Contesto Economico e le Richieste dei Giocatori
Il problema del premio in denaro va oltre la semplice cifra erogata. I giocatori stanno sollevando questioni anche riguardo alla quota di ricavi totali che ricevono. I principali esponenti del tennis maschile e femminile hanno rilasciato una dichiarazione congiunta dopo aver appreso che i premi del Roland Garros sarebbero aumentati solo del 9,5% dal 2025 al 2026, nonostante il torneo avesse generato oltre 395 milioni di euro di ricavi nel 2025, con un incremento del 14% rispetto all’anno precedente. I premi sono aumentati solo del 5,4%, riducendo la percentuale che i giocatori ricevono a soli 14,3%.
Con introiti stimati superiori ai 400 milioni di euro per l’edizione di quest’anno del torneo, è probabile che la quota di premi come percentuale dei ricavi rimanga sotto il 15%, ben lontana dal 22% richiesto dai giocatori per allineare i Grand Slam ai circuiti ATP e WTA.
Ulteriormente, ai giocatori preoccupa il fatto che non ci sia stato alcun impegno per migliorare il benessere dei tennisti né progressi per stabilire un meccanismo formale di consultazione dei giocatori nelle decisioni relative ai Grand Slam. Le affermazioni dei giocatori evidenziano una realtà dove gli interessi dei partecipanti sono trascurati, lasciando spazio a cambiamenti che non si realizzano mai.
Se un eventuale boicottaggio dovesse avere luogo, ci si domanda se questo avrebbe un effettivo impatto sui tornei del Grande Slam. Se Aryna Sabalenka dovesse essere affiancata da tennisti di fama come Novak Djokovic, Jannik Sinner o Coco Gauff nel minacciare di saltare il Roland Garros, gli organizzatori del torneo potrebbero trovarsi costretti a prendere provvedimenti.
La pressione mediatica e la cattiva pubblicità sono fattori ai quali i grandi tornei non possono permettersi di essere esposti. Tuttavia, affinché un’azione del genere avesse successo, sarebbe necessaria una vasta diffusione di supporto tra i top player di entrambi i circuiti.
La questione del premio in denaro ai Grand Slam continua a essere un argomento di dibattito intenso nel mondo del tennis, e con il supporto di nomi di spicco, i giocatori potrebbero finalmente vedere ascoltate le loro richieste e ottenere un trattamento economico più equo. La pressione crescente possa incentivare i tornei a riesaminare le loro politiche retributive e il coinvolgimento degli atleti nella governance del loro sport.
Fonti ufficiali: ATP, WTA, French Open
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