Sorrentino promuove Sarri: “È uno dei più grandi maestri”
Maurizio Sarri resta uno dei nomi più discussi in ottica futura per la panchina del Napoli e Stefano Sorrentino non nasconde la propria stima nei confronti dell’ex tecnico azzurro. L’ex portiere è intervenuto ai microfoni di Radio Napoli Centrale, durante la trasmissione Un Calcio alla Radio, affrontando diversi temi legati al mondo partenopeo e al futuro della squadra.
Nel corso dell’intervento a Radio Napoli Centrale, Stefano Sorrentino ha parlato della possibile successione ad Antonio Conte, spiegando di avere qualche perplessità su un eventuale ritorno di Sarri, pur riconoscendone il valore assoluto. «Mister Sarri mi piace sempre, però sono restio ai cavalli di ritorno. Dopo anni di litigio non la vedo una cosa bellissima. Ma stiamo parlando di uno dei più grandi maestri», ha dichiarato Sorrentino a Radio Napoli Centrale.
L’ex estremo difensore si è soffermato anche sulla gestione di Alex Meret, ammettendo di non comprendere fino in fondo le scelte di Conte. Stefano Sorrentino, ai microfoni di Radio Napoli Centrale, ha definito sorprendente il poco spazio concesso al portiere friulano dopo il rientro dall’infortunio, sottolineando invece il rendimento di Milinkovic-Savic.
Secondo Sorrentino, infatti, il giudizio su un portiere deve partire soprattutto dalla capacità di incidere con le parate decisive. A Radio Napoli Centrale l’ex portiere ha spiegato come Milinkovic-Savic abbia garantito interventi determinanti durante la stagione, invitando ad analizzare soprattutto il peso specifico delle parate effettuate piuttosto che altri aspetti del gioco.
Nel suo intervento a Radio Napoli Centrale, Stefano Sorrentino ha poi allargato il discorso al calcio italiano in generale, criticando l’eccessiva impostazione difensiva della Serie A. L’ex portiere ha evidenziato la carenza di attaccanti di alto livello e la difficoltà nel vedere partite spettacolari, collegando questo problema anche alle recenti difficoltà della Nazionale italiana.
Infine, Sorrentino ha sottolineato come oggi manchino nel calcio italiano quei giocatori di qualità capaci di fare realmente la differenza, sia in fase offensiva che difensiva, ribadendo la necessità di ritrovare maggiore coraggio e spettacolarità nel gioco.
