Napoli, Giordano sul divieto di trasferta: «Decisioni inique. Il saldo zero ha inciso, ora Conte deve dimostrare»

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NAPOLI – Il divieto di trasferta imposto ai tifosi del Napoli per l’intera stagione continua a far discutere. A intervenire sul tema è Antonio Giordano, giornalista della Gazzetta dello Sport, che ai microfoni di Radio Tutto Napoli ha espresso forti perplessità sulla disparità di trattamento rispetto ad altri club, a partire dall’Inter, fermata solo fino al 23 marzo 2026.

«Onestamente faccio fatica a leggerla – ha dichiarato Giordano su Radio Tutto Napoli –. Resto stupito, perché l’iniquità mi pare netta, evidente, alla luce del sole». Secondo il giornalista della Gazzetta dello Sport, il problema non è negare la gravità degli episodi di violenza, ma il criterio con cui vengono applicate le sanzioni: «Qui parliamo di approcci e condanne molto differenti a fronte di episodi tutti condannabili, ma con una gravità diversa».

Giordano sottolinea come la tutela dell’incolumità resti prioritaria, ma chiede equità assoluta nelle decisioni: «Non è mai bello che venga messa a rischio una persona, anche fosse una sola. Ma se certe decisioni devono servire a fronteggiare la violenza, allora devono essere prese con un principio di equità assoluta. E qui questa equità non la vedo».

Nel suo intervento, il giornalista della Gazzetta dello Sport evidenzia anche l’effetto collaterale di una chiusura totale: «Non è giusto che una persona perbene non possa andare allo stadio. La chiusura totale penalizza chiunque. La stragrande maggioranza dei tifosi è composta da persone che vorrebbero semplicemente seguire la propria squadra».

Passando al campo, Giordano ha analizzato anche il mercato invernale del Napoli, definendolo sufficiente alla luce delle condizioni in cui è stato condotto: «Va letto in due modi: per quello che hai fatto e per quello che ti è successo. Secondo me il Napoli ha fatto più di quello che poteva fare. Manna è stato bravo a gestire una situazione quasi emergenziale».

Un giudizio che tiene conto anche delle cessioni: «Se decidi di cedere Lang e Lucca non è una scelta solo di Manna, è collegiale, spesso anche dell’allenatore. Ora dobbiamo capire se Giovane e Alisson Santos varranno quanto loro».

Il tema del saldo zero resta centrale nell’analisi del giornalista della Gazzetta dello Sport: «In teoria non potevi fare nulla. Se l’allenatore non li voleva più, Manna ha fatto il massimo. Secondo me il Napoli perde parecchio, ora spetta a Conte dimostrare che Santos e Giovane siano più utili di Lang e Lucca».