Sarri: “non ho tradito i napoletani, la fedeltà non esiste se ti mandano via”

Sarri non ha tradito i napoletani. Il tecnico in procinto di passare alla Juve prova a spiegare la sua scelta ai suoi ex tifosi.



Sarri come tanti allenatori va nella società che fa la migliore offerta. Poi, è chiaro che alcuni napoletani sono delusi visto che in passato Sarri non ha nascosto il suo amore e la sua passione per Napoli ed i napoletani, ma nel calcio purtroppo non è la prima volta che ciò accade.

Sarri è entrato a Napoli in punta di piedi perché era l’ultimo della lista di De Laurentiis e per questo non c’erano aspettative. Ecco, alla Juve sembra la stessa situazione: dopo i tanti rifiuti resta Sarri.

Il moto “fino la palazzo” è diventato “dentro al palazzo“. Il mister di Figline, nel momento in cui metterà piede sulla panchina bianconera smetterà di essere il “comandante” per diventare l’ennesimo traditore.

Sarri non ha tradito i napoletani

Maurizio Sarri in procinto di passare alla Juventus, racconta la sua scelta  al mensile Vanity Fair.

Sarri è accusato di aver tradito i napoletani, etichetta che l’ex comandante non accetta: “I napoletani conoscono l’amore che provo per loro, ho scelto l’estero l’anno scorso per non andare in una squadra italiana.

La professione può portare ad altri percorsi, non cambierà il rapporto. Fedeltà è dare il 110% nel momento in cui ci sei. Che vuol dire essere fedele? E se un giorno la società ti manda via? Che fai: resti fedele a una moglie da cui hai divorziato? “

La tuta

“Allenare in tuta? Se la società mi imponesse di andar vestito in altro modo, dovrei accettare. A me fanno tenerezza i giovani colleghi del campionato Primavera che portano la cravatta su campi improponibili.

Mi fanno tristezza, sinceramente. Esistono squadre medie di grandi giocatori o grandi squadre di giocatori medi. Io lavoro su questo. Il fuoriclasse è quello a disposizione della squadra, altrimenti è solo un bravo giocatore.

Siamo pieni di palleggiatori fenomenali. Pure ai semafori. Il divertimento è contagioso se collettivo. Se ti diverti da solo, in 5 minuti arriva la noia”.

Il Sarrismo spiegato da Sarri

“Il Sarrismo? È un modo di giocare a calcio e basta. Nasce dagli schiaffi presi. L’evoluzione è figlia delle sconfitte. Non solo nel calcio. Io dopo una vittoria non so gioire. Chi vince, resta fermo nelle sue convinzioni.

Una sconfitta mi segna dentro più a lungo, mi rende critico, mi sposta un passo avanti. Mio nipote mi fa leggere la pagina facebook Sarrismo e Rivoluzione. Si divertono, io sono anti-social, non ho nemmeno Whatsapp“.



Sarri tradirà i napoletani e andrà alla Juve?

“Per noi italiani il richiamo di casa è forte. Senti che manca qualcosa. È stato un anno pesante. Comincio a sentire il peso degli amici lontani, dei genitori anziani che vedo di rado. Ma alla mia età faccio solo scelte professionali. Non potrò allenare 20 anni. È l’anagrafe a dirlo […] È roba faticosa, la panchina. Quando torno a casa in Toscana mi sento un estraneo. Negli ultimi anni ci avrò dormito trenta notti”.