Repubblica: “Sul Napoli l’ombra dell’austerity. Il futuro di Conte diventa un bivio”
Dal decimo posto allo scudetto, passando per una Supercoppa Italiana e due qualificazioni consecutive in Champions League. Il Napoli targato Antonio Conte ha riportato il club stabilmente ai vertici del calcio italiano, cancellando in appena due stagioni i fantasmi del ridimensionamento. Eppure, nonostante i risultati, il futuro dell’allenatore salentino resta tutto da scrivere.
Marco Azzi su Repubblica Napoli analizza il momento delicato vissuto dal club azzurro, sospeso tra la necessità di programmare il futuro e le riflessioni economiche legate all’alto costo del progetto tecnico guidato da Conte. Aurelio De Laurentiis, dopo il traumatico post scudetto seguito agli addii di Spalletti e Giuntoli, aveva deciso di affidarsi all’ex tecnico di Juventus, Inter e Tottenham per evitare il rischio di un declino sportivo.
Secondo Marco Azzi di Repubblica Napoli, la scommessa è stata ampiamente vinta. Il Napoli ha conquistato il quarto scudetto della sua storia, ha alzato la Supercoppa Italiana e si prepara a blindare un’altra qualificazione in Champions League. Risultati che hanno riportato solidità economica e prestigio internazionale al club.
Tuttavia, come evidenzia Marco Azzi su Repubblica Napoli, il dibattito interno alla società non si è mai realmente spento. Negli ambienti vicini al presidente continua infatti a esserci chi considera troppo oneroso il costo complessivo dello staff tecnico guidato da Conte. Da qui nascono le riflessioni sul futuro e le recenti aperture dello stesso De Laurentiis all’eventuale addio del tecnico in direzione Nazionale italiana.
Le parole del presidente — «Può andare, se vuole» — hanno inevitabilmente alimentato dubbi e interpretazioni. Marco Azzi di Repubblica Napoli sottolinea come il prossimo incontro tra Conte e De Laurentiis sarà decisivo per capire se esistano ancora sintonia e obiettivi comuni per proseguire insieme.
Nel frattempo, attorno all’allenatore salentino si sarebbe sviluppato un clima sempre più pesante. Marco Azzi su Repubblica Napoli parla apertamente di “fuoco amico”, con critiche legate soprattutto alla gestione fisica della squadra, agli infortuni e al mercato. Contestazioni che però, secondo l’analisi del quotidiano, non troverebbero riscontri concreti.
Gli infortuni, infatti, avrebbero colpito soprattutto i giocatori più esperti e la squadra, impegnata praticamente ogni tre giorni, avrebbe avuto pochissimo tempo per allenarsi realmente. Sul mercato, inoltre, il Napoli non avrebbe effettuato investimenti da top club, fatta eccezione per Kevin De Bruyne, mentre molti acquisti sarebbero stati profili di fascia medio-alta valorizzati proprio dal lavoro di Conte.
Marco Azzi di Repubblica Napoli difende anche l’aspetto tattico della gestione contiana, sottolineando come il tecnico abbia cambiato ben quattro sistemi di gioco nel corso della stagione per adattarsi all’emergenza e mantenere competitiva la squadra.
Il messaggio finale è chiaro: il Napoli ha evitato un nuovo crollo proprio grazie alla guida di Conte. E l’errore più grande, oggi, sarebbe tornare a pensare che questa squadra possa essere allenata “da chiunque”.
