Repubblica: “De Laurentiis: «Serve azzerare tutto. Malagò l’uomo giusto»”
Il calcio italiano è a un punto di rottura e servono scelte drastiche. È il pensiero di Aurelio De Laurentiis, che in un intervento riportato da la Repubblica utilizza un’espressione napoletana per descrivere il momento attuale: «Da noi si dice ‘A pazziella mmano e’ criature’…». Una fotografia chiara del caos che circonda la FIGC dopo la terza esclusione consecutiva dal Mondiale.
Come evidenzia la Repubblica, il presidente del Napoli non entra direttamente nel merito delle dimissioni di Gravina, ma indica con decisione la strada del cambiamento, puntando su una figura precisa per la ripartenza: «Non ci sarebbe neanche bisogno che ne parlassi. È un amico, ma bisogna avere una persona così al comando di uno sport così popolare».
Secondo quanto riportato da la Repubblica, De Laurentiis individua in Giovanni Malagò il profilo ideale per guidare il calcio italiano fuori dalla crisi: «Uno come Malagò è abituato a fare il meglio. È un dirigente che può dare piuttosto che prendere». Un’investitura chiara, condivisa anche da diversi club di Serie A.
Nel corso dell’intervento ripreso da la Repubblica, il numero uno azzurro insiste sulla necessità di una rifondazione immediata: «Abbiamo saltato gli ultimi tre Mondiali. Se Malagò prendesse in mano la situazione, il calcio italiano risalirebbe subito la china. Bisogna azzerare tutto e ripartire».
La riflessione si allarga poi alla struttura del sistema calcio. De Laurentiis propone una riduzione delle squadre in Serie A e un alleggerimento del calendario: «Si gioca troppo e questo distrugge i calciatori». Un tema centrale, che si lega anche alla necessità di garantire più spazio alla Nazionale e una migliore gestione degli atleti.
Come sottolinea ancora la Repubblica, il presidente del Napoli evidenzia anche l’esigenza di tutele economiche per i club: «Noi mettiamo a disposizione i calciatori, ma dobbiamo essere rimborsati ed è necessaria un’assicurazione nel caso di infortunio».
Infine, il fallimento della Nazionale ha ricadute dirette anche sul Napoli: diversi azzurri non parteciperanno al Mondiale, tra cui Meret, Buongiorno, Spinazzola, Di Lorenzo e Politano. Un segnale ulteriore della crisi sistemica che attraversa il movimento.
