Mondellini elogia De Laurentiis: “Il migliore manager italiano. Ma il calcio deve cambiare”
Parole importanti, tra analisi e provocazioni. Intervenuto a CRC durante la trasmissione “A Pranzo con Chiariello”, Luciano Mondellini, direttore di Calcio e Finanza, ha offerto una lettura ampia sul Napoli, su Aurelio De Laurentiis e sul sistema calcio.
Mondellini non ha dubbi: «De Laurentiis è, insieme a Marotta, il miglior manager italiano degli ultimi anni». Un riconoscimento netto, legato anche alla doppia veste del presidente azzurro: «A differenza di Marotta, è anche proprietario del club e questo ne esalta personalità e capacità».
Il giudizio si allarga poi alla visione del calcio: «Il ragionamento di De Laurentiis è serio. Sta provando a provocare il sistema per smuovere le cose». Una riflessione che tocca anche le nuove generazioni: «Oggi i giovani non riescono a seguire una partita per 90 minuti, sono abituati a interagire. Il calcio rischia di perdere centralità».
Mondellini apre anche a scenari innovativi: «Sono favorevole a un campionato paneuropeo stile Superlega», pur difendendo il principio meritocratico dei club legati al territorio. E sottolinea un rischio: «I fondi americani stanno cambiando il mercato europeo».
Sul piano economico, arriva un passaggio chiave: «Per la prima volta la Filmauro è in perdita, ma sta recuperando. L’effetto Conte si vedrà dalla prossima stagione». Un investimento pesante, ma sostenibile: «Il Napoli ha i conti sotto controllo, è una società seria».
Non manca una critica tecnica: «Conte aveva la rosa migliore e non è accettabile il 30° posto in Champions». Una stagione giudicata insufficiente, nonostante il possibile secondo posto in Serie A.
Importante anche il tema infrastrutture: «Per competere serve lo stadio. È fondamentale aumentare i ricavi per stare al passo con le big europee».
Sul futuro, Mondellini non esclude scenari: «Non mi sorprenderebbe una separazione tra Conte e il Napoli a fine stagione».
Infine, una riflessione sul sistema arbitrale: «La stagione è stata un disastro. C’è una carenza evidente: lo definirei un “Rocchi Horror Arbitrale Show”».
Un intervento a tutto campo, che conferma quanto il dibattito sul futuro del Napoli e del calcio sia più aperto che mai.
