Corriere dello Sport: “Napoli, Allegri cambia volto: dal 4-3-3 al 3-5-2, nasce una squadra camaleontica”
Un Napoli capace di cambiare pelle senza perdere la propria identità. È questa una delle indicazioni principali emerse dal lavoro di Massimiliano Allegri nel ritiro di Castel di Sangro. Come racconta Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport, il tecnico sta costruendo una squadra basata sul tridente offensivo, ma contemporaneamente capace di modificare sistema e interpretazione anche durante la stessa partita.
L’amichevole contro l’Osasuna ha rappresentato da questo punto di vista un vero laboratorio tattico. Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport sottolinea come Allegri abbia utilizzato tre differenti schieramenti nell’arco dei 93 minuti disputati al Patini. Il Napoli è partito con il 4-3-3, mantenuto per 64 minuti, prima di passare al 4-2-3-1 e successivamente al 3-5-2 nella parte conclusiva.
Una duttilità che rappresenta uno dei primi tratti riconoscibili della nuova gestione tecnica. Allegri vuole una squadra capace di adattarsi alle differenti situazioni della partita, modificando posizioni e compiti senza perdere equilibrio e organizzazione.
ESTERNI AL CENTRO DEL PROGETTO
Come evidenzia Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport, uno degli aspetti sui quali Allegri sta insistendo maggiormente riguarda l’utilizzo degli esterni offensivi. La rosa del Napoli offre diverse soluzioni sulle fasce e l’allenatore sta cercando di sfruttarle indipendentemente dal modulo scelto.
Un esempio significativo è arrivato proprio contro l’Osasuna. Nella fase finale della partita Alisson e Lang si sono alternati tra il ruolo di quinto sulla corsia sinistra e quello di seconda punta alle spalle di Lucca. Movimenti che testimoniano la disponibilità dei calciatori ad assimilare le richieste del nuovo allenatore e, soprattutto, la volontà di Allegri di avere più soluzioni durante la stagione.
IL 4-3-3 RESTA LA BASE
Nonostante gli esperimenti, il punto di partenza rimane ben definito. Secondo Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport, il cuore tattico del nuovo Napoli continua infatti a essere rappresentato dalla difesa a quattro, dal centrocampo a tre e dal tridente offensivo.
Il 4-3-3 torna dunque a essere il riferimento principale, un sistema profondamente legato anche alla storia recente del Napoli. Allegri può inoltre beneficiare del ritorno ad alti livelli di Anguissa e, aspettando Neres, della possibilità di utilizzare Politano nuovamente come ala pura.
Per Politano, e successivamente per Neres, cambieranno soprattutto le responsabilità offensive. Gli esterni saranno meno vincolati al lavoro sull’intera fascia e dovranno aumentare imprevedibilità, pericolosità negli ultimi metri e soprattutto produzione realizzativa.
ROTAZIONI CONTINUE
Il modulo, però, rappresenta soltanto una parte del progetto. Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport pone l’accento anche sulle continue rotazioni richieste da Allegri ai propri giocatori.
Nel 4-3-3 le mezzali possono scambiarsi frequentemente posizione. Nel 4-2-3-1 sono invece i trequartisti a muoversi e alternarsi alle spalle del centravanti, mentre nel 3-5-2 diventano fondamentali le rotazioni tra seconda punta e quinto di centrocampo.
Contro l’Osasuna, in assenza di McTominay, anche Anguissa ha modificato la propria zona d’azione, passando dalla parte destra a quella sinistra del centrocampo a tre. Dettagli tattici che, secondo l’analisi proposta da Fabio Mandarini sul Corriere dello Sport, aiutano a comprendere la direzione intrapresa dal nuovo Napoli.
Il prossimo test offrirà ad Allegri un’altra occasione per sperimentare e verificare i progressi della squadra. Al Patini arriverà il Celta Vigo per la seconda amichevole internazionale del ritiro di Castel di Sangro, altro banco di prova significativo per un Napoli che sta imparando a cambiare sistema senza cambiare identità.
