Lotito spiega il motivo della richiesta di un commissario speciale per la FIGC dopo il voto.
Lotito Resiste alla Maggioranza di Serie A per il Nuovo Presidente della FIGC
TORINO, ITALIA – 08 FEBBRAIO: Il Presidente della Lazio, Claudio Lotito, prima della partita di Serie A tra Juventus FC e SS Lazio nello stadio della Juventus, il 08 febbraio 2026 a Torino, Italia. (Foto di Marco Rosi – SS Lazio/Getty Images)
Recentemente, il mondo del calcio italiano è stato scosso da una crisi senza precedenti, culminata nella mancata qualificazione della Nazionale a tre edizioni consecutive del Campionato del Mondo. Questo fallimento ha portato alle dimissioni del Presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), Gabriele Gravina, costringendo il sistema calcistico a cercare una nuova figura di vertice.
La situazione ha spinto alla ricerca di un nuovo presidente, il quale avrà il compito cruciale di individuare il prossimo allenatore della Nazionale, in vista degli imminenti campionati EURO 2028 e Leagues Nations, previsti per settembre. Tuttavia, non tutti i club di Serie A sostengono la candidatura di Giovanni Malagò, ex Presidente del CONI, per il ruolo di nuovo capo della FIGC.
Divisioni tra i Club di Serie A
In una recente riunione della Lega Serie A a Milano, ben 18 dei 20 club hanno espresso il loro sostegno a Malagò, ad eccezione di Lazio e Hellas Verona, che si sono astenute. La posizione di Lotito, presidente della Lazio, è chiara: «Il problema con Malagò non è il suo nome; quello è irrilevante. Se qualcosa non funziona, deve essere ristrutturato».
Questo invito alla ristrutturazione ha radici profonde: secondo Lotito, il sistema attuale è stato fondato su leggi obsolete risalenti a 45 anni fa. “Finché quelle leggi e quel sistema rimarranno in piedi, sarà impossibile progettare un futuro migliore per il calcio italiano,” ha aggiunto Lotito, sottolineando l’urgenza di una revisione radicale dell’intera struttura.
La proposta di Lotito prevede la nomina di un commissario speciale, figura che avrebbe il potere di indirizzare cambiamenti significativi senza la necessità di un consenso maggioritario. Questo approccio rimanda a una situazione simile avvenuta nel 2018, quando Malagò aveva già ricoperto il ruolo di commissario speciale, in un periodo di stallo tra la FIGC e la Lega Serie A per l’elezione di nuovi leader.
Il Ruolo del Commissario Speciale
Il commissario speciale sarebbe in grado di attuare misure drastiche, con l’obiettivo di ripristinare la competitività del calcio italiano a livello internazionale. Malagò, se eletto, potrebbe quindi trovarsi a ripercorrere strade già battute, avendo operato nel 2018 fino all’elezione dei nuovi dirigenti nel maggio dello stesso anno.
La necessità di un cambiamento profondo è stata avvertita non solo dai presidenti delle squadre, ma anche dagli allenatori e dagli addetti ai lavori. Le ultime prestazioni della Nazionale hanno evidenziato un evidente scontro tra le aspettative dei tifosi e i risultati ottenuti sul campo. La Nazionale deve ritrovare la sua identità e la sua competitività.
Tuttavia, l’opinione pubblica e gli esperti del settore si trovano divisi: da un lato, c’è chi sostiene che la nomina di Malagò possa portare a una rigenerazione necessaria; dall’altro, ci sono perplessità sulla sua capacità di governare in un contesto così complesso, pieno di interessi contrastanti.
In sintesi, la situazione attuale del calcio italiano richiede un dibattito profondo, in grado di coinvolgere tutte le parti interessate. Il futuro della Nazionale e del calcio di club impone scelte coraggiose e innovative. Con la qualificazione a tornei internazionali in discussione, resta da vedere quale approccio verrà adottato per garantire il rilancio del sistema calcistico italiano.
Fonti ufficiali: FIGC, Lega Serie A, CONI
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