Gazzetta dello Sport: “Napoli, conti solidi ma costi in crescita: il modello De Laurentiis”

De Laurentiis: "Il Napoli è tornato a sfidare lo strapotere del Nord. Lotteremo fino alla fine"

Il Napoli continua a essere uno dei club più solidi del calcio italiano dal punto di vista finanziario, anche se negli ultimi anni la crescita dei costi legati alla rosa ha riportato il bilancio in territorio negativo.

Come racconta Marco Iaria sulla Gazzetta dello Sport, Aurelio De Laurentiis è stato uno dei primi dirigenti in Italia a impostare la gestione del club secondo i principi del fair play finanziario, molto prima che Uefa e Figc introducessero regole stringenti sul controllo dei conti delle società.

Nel racconto di Marco Iaria sulle pagine della Gazzetta dello Sport, i numeri della gestione parlano chiaro: tra il 2004 e il 2025 il Napoli ha registrato un risultato netto aggregato positivo di circa 120 milioni di euro. Un dato che testimonia la strategia del club, capace di generare utili nella maggior parte delle stagioni e di riequilibrare i conti anche dopo fasi di maggiore investimento.

Durante il periodo del Covid il club ha accumulato circa 130 milioni di perdite, ma nei due anni successivi ha recuperato terreno con utili complessivi per 143 milioni. Come sottolinea ancora Marco Iaria sulla Gazzetta dello Sport, con l’inizio del nuovo ciclo tecnico affidato ad Antonio Conte nell’estate 2024 i conti sono tornati temporaneamente in rosso: 21 milioni di perdita nell’ultimo esercizio e una proiezione di circa 30 milioni per il bilancio al 30 giugno 2026.

Nonostante questo scenario, la situazione finanziaria resta molto solida. Nel resoconto di Marco Iaria sulla Gazzetta dello Sport, al 30 giugno 2025 il Napoli disponeva di un patrimonio netto di circa 190 milioni e di una liquidità pari a 174 milioni, cifre che consentono di assorbire le perdite senza dover ricorrere a nuovi apporti dell’azionista.

Il punto più delicato riguarda invece l’aumento dei costi della rosa. Gli stipendi dei tesserati sono cresciuti sensibilmente negli ultimi anni, passando a circa 133 milioni nel 2024-25 e salendo ulteriormente fino a circa 160 milioni nella stagione successiva. Parallelamente sono aumentati anche gli ammortamenti legati ai cartellini dei calciatori, arrivati a circa 130 milioni.

Questa crescita dei costi ha portato il Napoli a superare la soglia dell’80% nello “squad cost ratio”, il parametro che misura il rapporto tra spese della rosa e ricavi del club. Secondo quanto evidenzia ancora Marco Iaria sulla Gazzetta dello Sport, proprio questo sforamento ha determinato il blocco del mercato di gennaio.

L’investimento sulla squadra è comunque evidente. Nelle ultime due stagioni la cosiddetta “potenza di fuoco” del Napoli — cioè la somma tra stipendi e ammortamenti — è cresciuta di oltre 110 milioni. Oggi il club azzurro è il terzo in Serie A per monte ingaggi, alle spalle di Inter e Juventus e davanti a Milan e Roma.

Il club continua a generare ricavi importanti, anche grazie ai proventi della Champions League e al player trading. Nelle ultime sessioni di mercato il Napoli ha movimentato circa 320 milioni in acquisti, ma le cessioni di Kvaratskhelia e Osimhen hanno ridotto l’esborso netto a circa 100 milioni.

Guardando al futuro, la sfida sarà mantenere l’equilibrio tra ambizione sportiva e sostenibilità economica. Anche perché, come sottolinea Marco Iaria sulla Gazzetta dello Sport, dal prossimo ciclo di controlli la soglia dello squad cost ratio scenderà al 70%, rendendo ancora più importante il controllo della spesa per stipendi e ammortamenti.

Tra i contratti più pesanti nel bilancio figurano quelli di Lukaku e De Bruyne, che insieme incidono per circa 26 milioni l’anno. Una cifra che rappresenta bene l’attuale fase espansiva del Napoli, chiamato ora a trovare un nuovo equilibrio tra investimenti e sostenibilità.

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