Il Mattino: “Napoli, McTominay certezza e De Bruyne rebus: Allegri cerca la formula per esaltare KDB”
Il Napoli di Massimiliano Allegri è ancora un cantiere aperto, ma le indicazioni arrivate dall’ultima amichevole contro l’Aris Salonicco alimentano la fiducia. Il risultato e la prestazione contro i greci non devono generare facili entusiasmi, ma i progressi della squadra sono evidenti. E sotto i riflettori sono finite soprattutto due delle stelle azzurre: Scott McTominay e Kevin De Bruyne.
Come sottolinea Il Mattino, Allegri sta cercando di costruire una squadra capace di valorizzare i propri uomini migliori senza perdere equilibrio. Se per McTominay la collocazione sembra ormai definita, il grande interrogativo tattico riguarda proprio De Bruyne.
McTominay, il 4-3-3 lo esalta
Contro l’Aris, McTominay non ha disputato una partita impeccabile, ma è riuscito ancora una volta a lasciare il segno con il gol. Una caratteristica ormai distintiva dello scozzese: essere nel posto giusto al momento giusto.
Secondo Il Mattino, il ritorno al 4-3-3 può permettere a McTominay di ritrovare una posizione particolarmente congeniale. Allegri gli chiede però un lavoro molto dispendioso, sia in fase offensiva sia quando il Napoli deve recuperare il pallone.
Quando gli azzurri alzano la pressione, infatti, è spesso McTominay ad avanzare per affiancare Hojlund sulla prima linea, cercando di sporcare la costruzione avversaria e approfittare degli eventuali errori.
Una funzione che conferma quanto lo scozzese sia centrale nel progetto tecnico di Allegri. Anche senza essere ancora al massimo della condizione, McTominay continua a garantire presenza, fisicità e capacità di incidere in zona gol.
De Bruyne, il grande rebus di Allegri
Più complesso il discorso relativo a De Bruyne. Il belga è arrivato più tardi rispetto a molti compagni dopo gli impegni al Mondiale e ha avuto soltanto una decina di giorni per lavorare direttamente con Allegri.
Come racconta Il Mattino, allenatore e giocatore si sono confrontati frequentemente durante il ritiro. Anche nel corso delle amichevoli Allegri è stato visto parlare con KDB dalla panchina, spiegandogli movimenti e situazioni tattiche.
Il problema da risolvere è soprattutto uno: dove collocare De Bruyne per sfruttarne la qualità senza compromettere gli equilibri della squadra?
Finora, ogni volta che il belga è stato utilizzato, Allegri ha modificato il 4-3-3 di partenza.
KDB rende meglio vicino alla porta
Nel 4-2-3-1 De Bruyne è stato inizialmente provato tra i due centrocampisti davanti alla difesa, una soluzione che non ha prodotto le risposte migliori. Decisamente più convincenti, invece, le indicazioni arrivate quando Allegri lo ha spostato più avanti.
Contro l’Aris Salonicco, KDB ha agito alle spalle dell’attaccante e ha mostrato immediatamente quanto possa essere determinante negli ultimi metri: due gol e un palo, oltre a diverse giocate di qualità.
Per Il Mattino, la strada potrebbe quindi essere quella di “ridurre” il campo affidato al belga anziché ampliarlo arretrandone il raggio d’azione. Anche considerando l’età e una condizione atletica ancora da perfezionare, Allegri potrebbe liberarlo da una parte del lavoro più dispendioso per sfruttarne tecnica, inserimenti e capacità di finalizzazione.
Anche il 3-4-2-1 tra le soluzioni
Non a caso Allegri ha sperimentato anche il 3-4-2-1, con De Bruyne impiegato sulla trequarti alle spalle del centravanti. Una soluzione che potrebbe consentire al belga di rimanere vicino alla porta e avere maggiore libertà negli ultimi metri.
La qualità individuale non è in discussione. Il vero tema, evidenzia ancora Il Mattino, riguarda la possibilità di utilizzare De Bruyne con continuità trovando contemporaneamente spazio per gli altri uomini chiave del centrocampo.
Allegri vuole soprattutto evitare di riproporre i problemi della passata stagione, quando la presenza contemporanea di numerosi centrocampisti finì per creare sovrapposizioni e ridurre l’efficacia complessiva della squadra.
Il ritiro ha quindi consegnato due situazioni differenti: McTominay appare già una certezza del 4-3-3, mentre De Bruyne rappresenta il grande e affascinante rebus tattico che Allegri dovrà risolvere. Avvicinare KDB alla porta, almeno per quanto mostrato contro l’Aris, sembra però essere la prima risposta.
