Corriere dello Sport: “Napoli, l’attacco non esplode: i numeri svelano il vero problema di Allegri”
Sette gol nelle prime cinque giornate, ma il Napoli continua a non trovare una vera esplosione offensiva. Il problema della squadra di Massimiliano Allegri non sembra essere la quantità dei tiri, quanto la loro qualità: gli azzurri faticano a costruire occasioni realmente pulite e ad arrivare alla conclusione nelle zone più pericolose del campo.
Come analizza Davide Palliggiano sul Corriere dello Sport, anche l’1-1 di Firenze ha confermato questa tendenza. Al Franchi il Napoli ha trovato spazi e situazioni potenzialmente favorevoli per indirizzare la partita, ma non è riuscito a sfruttarli fino in fondo.
Napoli, gli expected goals spiegano il problema
Il dato più significativo è quello degli expected goals, gli xG, parametro che misura la qualità delle occasioni create.
Dopo cinque giornate il Napoli ha prodotto 7,18 xG e segnato sette reti. La squadra, dunque, sta concretizzando quasi esattamente quanto produce.
Il problema nasce prima della conclusione. Quel 7,18 evidenzia infatti una produzione offensiva che non è ancora abbastanza ricca di occasioni ad alta probabilità di realizzazione.
Il confronto con la passata stagione è significativo. Il Napoli aveva terminato il campionato con 58 reti a fronte di 51,38 xG, facendo registrare un saldo positivo di quasi sette gol. La media era di 13,2 conclusioni per partita.
Oggi, invece, i tiri sono addirittura aumentati: 13,8 a gara.
Come sottolinea Davide Palliggiano sul Corriere dello Sport, quindi, non è una questione di quantità. Il Napoli conclude leggermente più spesso rispetto alla scorsa stagione, ma è diminuita la qualità media dei tentativi.
Il caso Anguissa contro l’Inter
Un episodio rappresentativo è arrivato nella trasferta di Milano. Sul risultato di 2-2 contro l’Inter, Anguissa ha avuto sul piede un’occasione dal valore di 0,93 xG, praticamente una situazione da gol quasi fatto, senza riuscire a concretizzarla.
Per una squadra che costruisce poche opportunità nitide, sprecare occasioni di questo tipo diventa ancora più pesante. Quel pallone avrebbe potuto consegnare la vittoria al Napoli.
È qui che emerge uno dei principali problemi per Allegri: gli azzurri riescono anche a trasformare situazioni complicate, ma non producono con sufficiente continuità opportunità ad alta percentuale realizzativa.
La soluzione, dunque, non passa necessariamente da un aumento del numero delle conclusioni. Il Napoli deve arrivare al tiro meglio e soprattutto più vicino alla porta.
A Firenze è mancata ancora l’ultima scelta
Anche contro la Fiorentina il copione è rimasto sostanzialmente invariato. Il Napoli ha trovato il vantaggio e successivamente ha avuto campo per provare a colpire ancora, senza però trovare la giocata capace di trasformare una partita equilibrata in una vittoria.
Secondo Davide Palliggiano sul Corriere dello Sport, è una sensazione già emersa in altre gare: la manovra esiste, ma mancano le occasioni semplici.
Un altro dato aiuta a comprendere la differenza. Nella passata stagione il Napoli aveva chiuso con una percentuale realizzativa del 15,8%, riuscendo quindi a dare un peso specifico importante alle proprie conclusioni.
Se oggi la media dei tiri è rimasta sostanzialmente invariata, il problema va cercato nella natura dei 13,8 tentativi effettuati mediamente a partita. Troppi arrivano da posizioni lontane dal cuore dell’area.
Allegri chiede cattiveria, ma non è solo carattere
Massimiliano Allegri ha insistito più volte sulla necessità di avere maggiore cattiveria, rabbia e determinazione. Parole che non rappresentano soltanto un richiamo all’atteggiamento della squadra.
Dietro la richiesta dell’allenatore c’è anche un aspetto tecnico: leggere prima il passaggio, individuare l’opzione migliore e attaccare gli spazi con i tempi corretti.
Come evidenzia ancora Davide Palliggiano sul Corriere dello Sport, il Napoli ha dimostrato di avere i gol nelle gambe, ma troppo spesso ha sbagliato l’ultima scelta.
I sette gol realizzati nelle prime cinque giornate diventano così la fotografia dell’attuale fase offensiva. Allegri non ha necessariamente bisogno di una squadra che tiri di più: deve costruire un Napoli capace di arrivare meglio davanti alla porta e mettere i suoi uomini più pericolosi nelle condizioni ideali per colpire.
