Benitez: «Napoli straordinario, scudetto meritato. McTominay l’MVP. Ma ora, sin prisa y sin pausa»
«Sin prisa y sin pausa». Senza fretta ma senza fermarsi. È uno dei motti che Rafa Benitez, il “señor” della panchina, ha portato con sé tra Liverpool, Milano e Napoli. E oggi, da osservatore attento, guarda alla città partenopea con occhi pieni d’orgoglio e di nostalgia. Il quarto scudetto azzurro è anche una piccola vittoria sua, perché quel progetto, dice, «non si è mai interrotto».
Benitez, oggi 64 anni, vive in Inghilterra ma ha seguito ogni istante del trionfo napoletano. E in un’intervista esclusiva rilasciata a La Gazzetta dello Sport, si concede una riflessione sul valore del successo azzurro, sugli uomini chiave e sulla dimensione costruita nel tempo da Aurelio De Laurentiis.
«Il Napoli è riuscito ad arrivare dove nessuno pensava potesse», spiega. «Una grande squadra, costruita nel tempo, che ha superato l’Inter con merito. Chi vince ha sempre ragione».
McTominay MVP: la firma sulla stagione
Tra i simboli dello scudetto c’è Scott McTominay, il centrocampista scozzese arrivato dal Manchester United.
«Dodici gol da centrocampista sono una rarità. Ma quello che mi ha colpito è la personalità. Giusto premiarlo come MVP della stagione. Proprio come accadde con Kvaratskhelia due anni fa, al primo anno e subito protagonista».
La chiave? Secondo Benitez, la fusione perfetta tra giocatore, allenatore, club e città: «McTominay ha trovato tutto questo a Napoli». Conte e la forza collettiva
E il merito, ovviamente, va distribuito. «Conte è stato straordinario, ha ribadito la sua statura. Ma anche i calciatori, e soprattutto la società, che ha idee chiare e uomini funzionali. Ora, invece dei giovani da valorizzare per rivenderli, sono arrivati giocatori già fatti, subito decisivi». Napoli-Inter: due filosofie, un grande finale
Il testa a testa con l’Inter è stato esaltante. Ma per Benitez non è giusto parlare di scudetto “perso” da Inzaghi:
«Sarebbe irrispettoso. È stato un finale fantastico, un grande spot per il calcio italiano. L’Inter ha lasciato qualche punto, è vero, ma anche il Napoli. È stato un continuo rincorrersi».
E ora la Champions: «Non esistono favorite in certe finali. Le condizioni fisiche faranno la differenza: penso a Lautaro e Thuram. Ma poi si va in campo. E lì vale solo una cosa: sin prisa y sin pausa». Il Napoli dei due scudetti? Due mondi diversi
Benitez evita il paragone diretto con il Napoli 2023 di Spalletti. Ma riconosce il filo conduttore che ha reso tutto possibile:
«Due titoli così ravvicinati dimostrano la visione di De Laurentiis. Quando arrivai nel 2013, la società era già in crescita. Avevamo vinto una Coppa Italia, noi ne aggiungemmo un’altra e la Supercoppa a Doha. Quel percorso è continuato. E oggi ha portato due scudetti».
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