Sentenza del TAR oggi: il divieto di trasferta per i tifosi del Napoli.

1771320388_619.jpg

Il divieto di trasferta per i tifosi del Napoli è al centro di un’importante questione legale. Oggi si attende la pronuncia del TAR del Lazio, che dovrà decidere se confermare o annullare tale provvedimento. L’avvocato Angelo Pisani ha presentato il ricorso, sostenendo che il divieto è inammissibile.

Le Ragioni del Ricorso

Nelle memorie difensive, Pisani espone chiaramente le motivazioni alla base del suo intervento legale. “Illustrissimo Collegio: se lo Stato riesce a identificare i colpevoli, ma decide di punire gli innocenti, allora la misura non serve a proteggere l’ordine pubblico; essa colpisce la libertà delle persone. In una democrazia, questo non può diventare la norma”.

Pisani non sta solo difendendo una tifoseria, ma le persone comuni. “Difendo i padri di famiglia che hanno risparmiato per un biglietto, i ragazzi che vedono lo stadio come un momento di aggregazione e i tanti tifosi identificabili e rispettosi delle regole”. In sostanza, l’avvocato sostiene un principio fondamentale: in uno Stato di diritto, le conseguenze devono colpire chi sbaglia e non chi appartiene.


Critiche alla Misura di Divieto

Le osservazioni di Pisani si concentrano sul fatto che il divieto impugnato non rappresenta una misura di prevenzione, ma una pena collettiva mascherata. Il decreto è descritto come “misura preventiva” in base all’articolo 7-bis.1 della Legge 401/1989, ma nella pratica ha un effetto punitivo generalizzato. Sono migliaia le persone colpite, mentre solo 300 soggetti, riconducibili a episodi di violenza, sono stati identificati. Estendere il divieto a tutte le trasferte fino alla fine della stagione è una scorciatoia che compromette il diritto dei tifosi innocenti.

Inoltre, Pisani sottolinea la sproporzione della misura: “Punire tutti è come chiudere una città per disordini avvenuti in un quartiere”. Le alternative già esistenti, come il DASPO e misure selettive di sicurezza, non sono state considerate. Quest’approccio, secondo l’avvocato, rappresenta una violazione della libertà dei cittadini.


Un ulteriore punto critico riguarda l’illogicità della misura, che punisce chi si trova nello stadio per eventi avvenuti all’esterno. “È illogico colpire il luogo regolato, dove ci sono controlli e steward, per eventi verificatisi altrove”, afferma Pisani. Questa contraddizione genera un paradosso: si limitano le libertà in un ambito controllato, pur ignorando il fatto che il rischio proviene da altrove.

In mancanza di un’adeguata istruttoria e di motivazione specifica, la misura risulta eccessiva e generalizzante. La legislazione richiede l’identificazione concreta degli eventi corruttivi e non una decisione arbitraria che coinvolga tutte le partite fino a fine stagione. Mancano valutazioni specifiche che giustifichino tali restrizioni.

La questione non è solo legale; si tratta di una compressione dei diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione, in particolare l’eguale trattamento di tutti i cittadini e il diritto di circolazione. Le restrizioni apportate colpiscono le persone, comprese famiglie e bambini, relegando i cittadini innocenti al ruolo di “sospetti” esclusivamente in base alla loro appartenenza.

L’ingiustizia è concreta: i tifosi pacifici, coloro che non hanno mai violato una regola, si trovano a subire le conseguenze dell’illegalità di poche persone. “Si limita il diritto di partecipazione a eventi sociali legittimi e sani”, conclude Pisani, “il che rappresenta una ferita profonda alla libertà civica”.

Le audizioni nel processo attuale si focalizzano su queste problematiche, con la richiesta di una sospensione del decreto impugnato. Ci si aspetta una valutazione più equa delle circostanze di ciascun evento, e l’esplorazione di misure alternative meno invasive e più efficaci. “La sicurezza deve essere garantita colpendo i veri responsabili, non cancellando i diritti dei cittadini innocenti”, sostiene Pisani. Se si accetta l’idea che “per evitare problemi si vieta a tutti”, allora stiamo mettendo in discussione il concetto stesso di Stato di diritto.

Roma, 17 febbraio 2026

Avv. Angelo Pisani Salvio

In questa analisi, è fondamentale menzionare che quanto discusso fino ad ora si basa su fonti ufficiali, tra cui disposizioni legislative nazionali e principi di diritto. Per ulteriori approfondimenti, è possibile consultare il sito del Ministero dell’Interno e le normative vigenti in materia di ordine pubblico e sicurezza.

Non perderti tutte le news su Napoli+

@media(max-width:640px){ #gfp-sticky-footer .gfp-sf-google-text{display:none;} #gfp-sticky-footer .gfp-fmt-input{width:130px!important;} #gfp-sticky-footer .gfp-sf-ia-desktop{display:none!important;} #gfp-sticky-footer .gfp-sf-ia-mobile{display:inline!important;} }