Repubblica: “Il dibattito attorno ad Antonio Conte continua a spaccare l’ambiente Napoli”

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Il dibattito attorno ad Antonio Conte continua a spaccare l’ambiente Napoli, soprattutto dopo la sconfitta contro il Bologna che ha rinviato la qualificazione matematica alla prossima Champions League. Ma, numeri alla mano, la stagione degli azzurri resta ben oltre le aspettative iniziali. È questa la riflessione di Marco Azzi su Repubblica Napoli, che invita a leggere con maggiore lucidità il percorso della squadra azzurra.

Secondo quanto scritto da Marco Azzi su Repubblica Napoli, il secondo posto del Napoli mantiene ancora oggi qualcosa di straordinario se confrontato con i numeri reali della squadra. Gli azzurri, infatti, a due giornate dalla fine del campionato vantano appena il quinto attacco e la sesta difesa della Serie A, con una differenza reti di +18 più vicina ai parametri dell’Europa League che a quelli di una squadra stabilmente ai vertici.

Per Repubblica Napoli, proprio questi dati raccontano quanto il lavoro di Antonio Conte sia stato sottovalutato da una parte dell’ambiente. Il tecnico salentino, spesso divisivo per carattere e personalità, viene considerato da Marco Azzi uno dei pochi elementi rimasti lucidi dopo il ko col Bologna.

Conte, infatti, non ha cercato alibi né drammi dopo la sconfitta del Maradona: «Della nostra prova sono soddisfatto, al di là dell’episodio finale negativo». Una serenità insolita per il suo carattere ma che, secondo Repubblica Napoli, nasce dalla piena consapevolezza dei limiti reali dell’organico.

Marco Azzi sottolinea infatti come una parte della tifoseria e dell’opinione pubblica abbia finito col considerare il Napoli una sorta di Dream Team, dimenticando però la vera dimensione tecnica della rosa. Gli azzurri arrivavano da un decimo posto nel 2024 e nel frattempo hanno perso progressivamente uomini simbolo come Osimhen, Kim e Kvaratskhelia.

Per Repubblica Napoli, il gruppo ereditato da Conte non ha nulla a che vedere con la corazzata costruita da Luciano Spalletti durante il terzo scudetto. Il nucleo storico ha continuato a reggere nonostante il logorio fisico e mentale accumulato negli anni, ma il peso della stagione è stato sostenuto soprattutto dai nuovi innesti come McTominay e Lukaku.

Anche il mercato, secondo Marco Azzi, è stato spesso raccontato in maniera distorta. Nonostante le narrazioni su una campagna acquisti faraonica, il Napoli avrebbe aggiunto soltanto due veri titolari — Milinkovic-Savic e Hojlund — riempiendo il resto della rosa con gregari e alternative, peraltro penalizzate dai continui infortuni.

Il caso più emblematico resta quello di Kevin De Bruyne, mai realmente in grado di incidere a causa dei numerosi problemi fisici. E proprio l’emergenza infortuni viene indicata da Repubblica Napoli come uno degli elementi più sottovalutati nell’analisi complessiva della stagione.

Ora il Napoli dovrà blindare la Champions nella trasferta di Pisa, partita che secondo Marco Azzi non avrà nulla di semplice. Ma il senso dell’analisi resta chiaro: il secondo posto non sarebbe un fallimento, bensì un risultato quasi miracoloso considerando il contesto tecnico e psicologico ereditato da Conte.

E alla domanda che continua a dividere l’ambiente — Conte valore aggiunto o limite? — Repubblica Napoli risponde affidandosi ai numeri. Che, per chi vuole leggerli davvero, sembrano parlare piuttosto chiaramente.