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VIDEO – Ranieri: “Chiedo scusa ai napoletani per i cori razzisti dei nostri tifosi”

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Claudio Ranieri chiede scusa ai tifosi napoletani per i cori razzisti intonati dai tifosi doriani durante Sampdoria-Napoli 2-4.

In un calcio dove impera il sordomutismo di quelli che non vedono striscioni offensivi e non sentono i cori razzisti Claudio Ranieri rappresenta un ‘eccezione. Il tecnico della Samporia, in conferenza stampa dopo la sconfitta contro il Napoli ha chiesto scusa alla città partenopea per i cori razzisti intonati dai tifosi doriani.

Un signore del calcio, Ranieri, che si è sempre distinto per la serietà e per la capacità di stemperare ogni polemica, anche quando allenava panchine calde come quella giallorossa. Ranieri non  si è fatto fagocitare dal calcio moderno, fatto di polemiche e critiche ad ogni costo.

RANIERI CHIEDE SCUSA AI TIFOSI NAPOLETANI PER I CORI RAZZISTI

Durante Sampdoria-Napoli sonio stati intonati cori di discriminazione territoriale contro il Napoli ed i suoi tifosi. Soprattutto nel secondo tempo della partita, infatti, si sono uditi indistintamente cori discriminatori che inneggiavano al Vesuvio e al colera lanciati dagli ultrà blucerchiati. I cori, ripetuti ed insistenti durante la partita, sono partiti dalla Gradinata Sud. L’arbitro, La Penna di Roma, non è intervenuto facendo proseguire la gara nonostante le offese del pubblico del Ferraris a Napoli e ai suoi sostenitori.

Durante la conferenza stampa post gara, l’allenatore della Sampdoria  ammette di aver sentito i cori  a differenza di Quagliarella che sbandiera la propria napoletanità in ogni dove e della terna arbitrale.

“I cori? Mi dispiace tantissimo, tanto più che sono molto legato a Napoli. Noi siamo bravi e, ripeto, mi dispiace. Chiedo scusa a tutti i tifosi napoletani, evidentemente i nostri tifosi erano arrabbiati con l’arbitro e si sono sfogati con cori che non c’entrano niente”.

Ha commentato il tecnico della Sampdoria, bacchettando pubblicamente   i propri tifosi e dando un esempio concerto a tutto il sistema calcio che troppo spesso fa finta di niente difronte agli episodi di razzismo, salvo che non si tocchi qualche pezzo da 90 appratente a qualche big club.

 

 

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