Napoli boom di visitatori: ma il Maschio Angioni chiude per due ore al giorno, motivo incredibile
Napoli il Maschio Angioino chiuso per due ore per la protesta dei dipendenti, non c’è nessuno che sappia parlare inglese.
Napoli è una delle città italiane più visitate dai turisti. Con l’eliminazione della restrizioni per il covid il capoluogo partenopeo è stato invaso da migliaia di turisti. Nonostante nei tg si parli solamente di Venezia e altre città del Nord , resta Napoli una delle città più visitate d’Italia con il suo carico di cultura e di attrazioni anche enogastronomiche. Eppure c’è qualcosa che stride in questo contesto: il Maschio Angioino sarà chiuso ai turisti per due ore al giorno da giovedì 7 luglio a sabato 9. Il tutto a causa di uno sciopero dei dipendenti della biglietteria che a Il Mattino denunciano: “ Siamo stufi di non essere ascoltati. Non abbiamo una divisa, un tesserino e sono mesi che chiediamo il supporto di un operatore turistico addetto alle comunicazioni in lingua straniera” .
Napoli: Maschio Angioino chiuso
Il Maschio Angioino è uno dei complessi monumentali più importanti di Napoli, ma all’interno vi lavorano solo quattro dipendenti comunali della categoria operaio. Sono ex lavoratori socialmente utili che devono ricoprire compiti molto al di sopra del loro inquadramento. Emettere biglietti, accettare pagamenti con il Pos, chiudere cassa e fare conteggi. Inoltre il sabato quando i dipendenti amministrativi non sono a lavoro, loro non hanno nessuno a cui rivolgersi. “ La mobilitazione porterà qualche disagio ai turisti, ma si è resa necessaria a causa delle mancate risposte dell’amministrazione – spiega al quotidiano il coordinatore dell’area funzionale Agostino Anselmi – L’obiettivo sarebbe quello di fornire un servizio migliore al turista. Non chiediamo mica la luna. Vorremmo mettere in condizione i nostri lavoratori addetti alla biglietteria di avere meno difficoltà. Spesso i turisti chiedono informazioni e i dipendenti devono arrangiarsi per farsi comprendere. In tutti i castelli del mondo e nei musei chi è in biglietteria indossa una divisa. Ovunque tranne che a Napoli. Per la città non è certo un’immagine edificante “.
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