Le lacrime e l’orgoglio di chi ci ha creduto per primo: «Vergara era destinato a emergere»
Le lacrime in tribuna dopo il gol contro la Fiorentina dicono più di mille parole. Salvatore Lodi, primo presidente di Antonio Vergara e fondatore dell’Elite Academy Lodi di Frattamaggiore, non è riuscito a trattenere l’emozione sabato sera. Un momento intimo, autentico, raccontato dalla Gazzetta dello Sport, che ha raccolto le parole di chi per primo ha intravisto il destino di quel ragazzino testardo e talentuoso.
«Ho pensato a quando lo abbiamo accolto nella nostra academy», racconta Lodi alla Gazzetta dello Sport. «Quello che mi colpì subito fu la sua testardaggine. Non si fermava mai: perdeva palla e se l’andava a riprendere. Aveva le idee chiare sin da bambino. E adesso possiamo dirlo: è diventato un grande giocatore». Parole che restituiscono l’immagine di un talento precoce, ma soprattutto di una mentalità già formata.
Nel percorso di crescita di Vergara un ruolo decisivo lo ha avuto Antonio Conte. «Ha inciso tanto, soprattutto a livello fisico», spiega ancora Lodi alla Gazzetta dello Sport. «Rispetto a sei mesi fa ha messo una massa muscolare importante, specie nelle gambe. Ora non lo sposti, non lo fermi. E ha il talento per imporsi». Un’evoluzione che per Lodi dovrebbe diventare un messaggio chiaro anche per il club: «Spero che la sua ascesa possa essere un assist per la società. Qui in tanti hanno talento per emergere. Bisogna puntare sul nostro territorio».
Infine, uno sguardo al futuro. Che giocatore può diventare Antonio Vergara? La risposta è netta. «È duttile, ed è sempre stata la sua forza», sottolinea Lodi sulle colonne della Gazzetta dello Sport. «Da mezzala ha sempre fatto bene, ma io vedo in lui qualcosa di Cassano. Di testa, però, è sempre stato grande». Un paragone pesante, che racconta non solo le qualità tecniche, ma anche la personalità di uno scugnizzo che oggi sta conquistando Napoli.
Dalle lacrime di chi lo ha cresciuto alla gioia del Maradona che lo applaude: la storia di Vergara è fatta di radici profonde, lavoro quotidiano e scelte coraggiose. E, come evidenzia la Gazzetta dello Sport, il bello sembra appena cominciato.
