Il Mattino: “Napoli, difesa sotto esame: troppi gol subiti”
Il Napoli continua a vincere e restare in corsa per la Champions, ma c’è un dato che preoccupa: i gol subiti. Come racconta Gennaro Arpaia su Il Mattino, l’ultima partita con la porta inviolata della squadra di Antonio Conte risale ormai a fine gennaio, nella sfida casalinga contro il Sassuolo.
Da allora sono passati due mesi e, anche nella vittoria contro il Torino al Maradona, gli azzurri non sono riusciti a chiudere senza subire reti. A rovinare i piani è stato il gol di Casadei nel finale, arrivato nonostante una gara controllata per lunghi tratti.
I numeri della partita raccontano infatti una realtà diversa: il Torino ha chiuso con un valore di xG pari a 0,67, mentre il Napoli ha fatto registrare 1,04, segno di una gara in cui gli azzurri hanno concesso poco agli avversari. Qualche conclusione isolata e alcune ripartenze, ma senza dare l’impressione di una vera pressione offensiva da parte dei granata.
Eppure il problema resta. In campionato il Napoli ha già incassato 29 gol, un dato elevato per una squadra che ambisce ai vertici della classifica. Se il ritmo dovesse restare questo, la squadra di Conte rischierebbe di chiudere la stagione con quasi 40 reti subite, numeri lontani dalla solidità difensiva che aveva caratterizzato la stagione dello scudetto.
Il paradosso, come evidenzia Gennaro Arpaia su Il Mattino, è che il Napoli resta una delle squadre che concede meno tiri in porta in tutta la Serie A. Solo Inter e Como fanno meglio sotto questo aspetto. Segno che il lavoro tattico preparato da Conte e dal suo staff funziona, ma che qualcosa continua a non tornare nel risultato finale delle azioni difensive.
Alla base delle difficoltà c’è soprattutto la mancanza di continuità nel reparto arretrato. Durante la stagione il tecnico è stato costretto a cambiare spesso uomini e assetto per via degli infortuni. Oggi mancano ancora Rrahmani e il capitano Di Lorenzo, due riferimenti fondamentali della difesa.
Non solo. Anche l’assenza prolungata di alcuni centrocampisti ha influito sull’equilibrio della squadra. La lunga indisponibilità di Anguissa, gli stop di McTominay e Lobotka, e la necessità di arretrare Elmas hanno ridotto la protezione davanti alla difesa, aumentando la pressione sul reparto arretrato e sui portieri.
Contro il Torino, ad esempio, Conte ha dovuto schierare una linea difensiva composta da soli mancini: Juan Jesus, Buongiorno e Olivera. Un adattamento necessario in assenza di alternative, con Beukema unico cambio disponibile.
Il portiere Milinkovic-Savic ha comunque mantenuto buoni numeri stagionali con 7 clean sheet in campionato e 11 complessivi, ma resta lontano dai migliori portieri della Serie A nella classifica delle porte inviolate.
Nelle ultime undici partite della stagione il Napoli dovrà quindi ritrovare maggiore solidità difensiva per centrare l’obiettivo Champions. Conte lo sa bene: «Gli attacchi vendono i biglietti, ma le difese vincono le partite». E, in questo caso, possono decidere anche una qualificazione europea.
