Hamas annuncia la dissoluzione del governo a Gaza; Israele: “Non è la risposta.”
Hamas: Scioglimento della Commissione Governativa in Gaza
GAZA (ITALPRESS) – Hamas si avvia verso lo scioglimento della “Commissione per il seguito dell’azione governativa”, organo che ha esercitato il potere a Gaza per quasi vent’anni. Fonti interne al movimento hanno rivelato a “Asharq Al-Awsat” che tale decisione rappresenta un passo verso l’ingresso della “Commissione di gestione di Gaza”, conosciuta anche come “Commissione dei tecnocrati”, sotto la guida del palestinese Ali Shaath. Formata circa sei mesi fa, questa commissione ha incontrato ostacoli nell’accedere al territorio, principalmente a causa delle restrizioni imposte da Israele.
Le stesse fonti suggeriscono che l’annuncio ufficiale dello scioglimento potrebbe avvenire a breve, mentre altre notizie indicano che le discussioni politiche si intensificheranno. Infatti, nei prossimi due giorni, al Cairo si svolgeranno nuovi meeting tra Hamas e altre fazioni palestinesi, con l’obiettivo di chiarire dettagli sulla fragile seconda fase dell’accordo di cessate-il-fuoco, siglato lo scorso ottobre. Questo accordo è stato frequentemente violato dalle forze israeliane, con un bilancio tragico che ha visto la morte di oltre mille palestinesi, tra cui diversi leader di Hamas.
Attori regionali come Egitto, Qatar e Turchia stanno cercando di stabilizzare la situazione, con l’ambizione di migliorare la condizione umanitaria nella Striscia di Gaza, segnando quasi tre anni di conflitto e instabilità.
Il Parere di George Deek sulle Prospettive di Hamas
George Deek, direttore del dipartimento del Sud Europa del ministero degli Esteri israeliano, ha espresso delle riserve riguardo allo scioglimento del governo di Hamas. Durante un incontro con giornalisti italiani a Gerusalemme, Deek ha affermato che questo cambiamento non costituisce una via verso una reale soluzione. Secondo lui, Hamas sembra tentare di adottare un modello simile a quello di Hezbollah in Libano, separando la sua milizia armata dalla componente politica.
Secondo Deek, la possibile transizione a un governo di tecnocrati consentirebbe a Hamas di continuare le sue attività militari, mentre un esecutivo esterno, presumibilmente dal Cairo, si occuperebbe della gestione politica e amministrativa della Striscia. Essa rimane quindi un punto cruciale all’interno dell’equilibrio di potere nella regione.
Il diplomatico ha delineato tre condizioni fondamentali per affrontare le minacce non solo a Gaza, ma anche in Libano: raggiungere la pace, ricostruire dopo il disarmo delle milizie e non considerare le forze armate come attori politici. Questi elementi sono parte integrante della strategia di sicurezza israeliana emersa dopo l’attacco del 7 ottobre 2023, il quale ha visto Hamas colpire Israele. L’approccio in fase di attuazione include misure preventive, miranti a neutralizzare le minacce sin dalla loro comparsa, e strategie di distanziamento, come l’istituzione di zone cuscinetto.
La strategia formulata da Israele, come sottolineato da Deek, scaturisce dall’insuccesso dei metodi precedenti basati sulla deterrenza e sul contenimento. Problemi simili si poggiano sull’influenza crescente dell’Iran nella regione attraverso gruppi come Hezbollah, Hamas e gli Houthi, complicando ulteriormente la situazione.
Spiragli di Speranza per il Libano
Infine, Deek ha accennato a una “grande speranza” per il Libano dopo l’accordo recentemente siglato con Israele, evidenziando l’importanza delle dichiarazioni del presidente libanese, Joseph Aoun, che ha sottolineato la necessità di porre termine all’influenza iraniana nel paese. Ciò potrebbe rappresentare un passo significativo nel percorso verso la stabilità regionale.
Le dinamiche attuali tra le forze in campo suggeriscono che gli sviluppi nella Striscia di Gaza avranno ripercussioni non solo su Hamas ma anche sulle relazioni geopolitiche nel Medio Oriente. Rimane da osservare come si evolverà la situazione nei prossimi giorni e settimane, in un contesto già molto complesso.
(ITALPRESS)
FONTE ITALPRESS
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