Gazzetta dello Sport: “Napoli, Hojlund il cyborg di Conte: riscatto sicuro e missione Champions”
Centonovantuno centimetri di potenza e progressione, un attaccante totale che unisce forza e tecnica. Vincenzo D’Angelo, inviato a Napoli per la Gazzetta dello Sport, racconta l’evoluzione di Rasmus Hojlund, tornato in Italia con un obiettivo chiaro: stupire e trascinare il Napoli verso la Champions.
Come sottolinea Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport, il biennio inglese ha completato il danese, ma è stato il lavoro di Antonio Conte a trasformarlo ulteriormente: gioco spalle alla porta, sponde per i compagni, presenza costante nel vivo dell’azione. Un processo di “lukakizzazione” evidente, con Conte che ha rivisto in lui caratteristiche simili al primo Lukaku dell’Inter.
Riscatto già scritto
Il futuro di Hojlund, spiega Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport, è legato formalmente alla qualificazione in Champions, condizione che farebbe scattare l’obbligo di riscatto. Ma al di là dei piazzamenti, il Napoli eserciterà comunque il diritto fissato a 44 milioni di euro per strapparlo definitivamente al Manchester United. Hojlund sarà il volto del Napoli che verrà, il centravanti su cui costruire una squadra da vertice.
Intanto è stato già decisivo nella conquista della Supercoppa a Riad, probabilmente l’unica grande gioia di una stagione partita con ben altre ambizioni. Ora il focus è sul quarto posto: obiettivo minimo per società e giocatore.
Uomo ovunque
Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport evidenzia un dato emblematico: in Serie A Hojlund non salta un minuto dal 4 gennaio. Nove partite consecutive sempre in campo, venticinque presenze di fila da titolare, fino a diventare il secondo giocatore di movimento più utilizzato dopo McTominay e al pari dell’insostituibile Di Lorenzo.
Un lavoro logorante che lo ha reso imprescindibile, ma leggermente meno brillante sotto porta. Ora serve ritrovare il guizzo per superare il suo record personale: 10 gol in Premier al primo anno inglese, dopo i 9 centri realizzati a Bergamo. A Napoli ha già lasciato il segno con un primato: gol al debutto a Firenze dopo appena 14 minuti, il più veloce per un centravanti in epoca De Laurentiis.
Duelli e poca tutela
Non è un periodo semplice. Come racconta ancora Vincenzo D’Angelo sulla Gazzetta dello Sport, a Bergamo è stato protagonista nei due episodi chiave: il rigore prima assegnato e poi revocato dal Var e l’azione annullata per un fallo inesistente su Hien, errore ammesso dal designatore Rocchi. La settimana precedente, contro la Roma, era stato Ndicka a fermarlo con un intervento al limite.
Normale amministrazione per chi è l’uomo più temuto dalle difese. Daniele De Rossi, dopo Genoa-Napoli, lo aveva ammesso: «È uno degli attaccanti più forti al mondo in campo aperto».
Napoli aspetta i suoi gol per centrare la Champions. E Hojlund è pronto a rispondere, ancora una volta, da protagonista.
