Gazzetta dello Sport: “De Laurentiis dagli Usa: «Il Napoli resterà dove merita, in alto»”
Dal Mondiale per Club negli Stati Uniti al futuro del Napoli, passando per la crisi del calcio italiano, gli stadi, la Nazionale e le riforme necessarie per il sistema. In una lunga intervista concessa a Filippo Conticello della Gazzetta dello Sport, Aurelio De Laurentiis affronta numerosi temi d’attualità mentre segue il torneo iridato da Los Angeles, città della quale è cittadino onorario e dove trascorre parte del proprio tempo.
Nel colloquio pubblicato dalla Gazzetta dello Sport, il presidente azzurro racconta il proprio entusiasmo per l’organizzazione americana del Mondiale per Club. «È incredibile. Nonostante i prezzi molto alti, gli stadi, anche da 70.000 posti, sono sempre strapieni pure nei giorni feriali. Il messaggio che possiamo trarre è che, anche in America, quello che qui chiamano “soccer” possa diventare qualcosa di veramente importante».
Tra le riflessioni più significative raccolte da Filippo Conticello sulla Gazzetta dello Sport, emerge il paragone tra il modello statunitense e quello europeo. De Laurentiis ritiene che il calcio del Vecchio Continente debba avviare una profonda trasformazione: «Penso che il calcio europeo non riesca a coprire i propri costi e che stia collassando per i bilanci in crisi. Si dovrebbe rivedere tutto il sistema in maniera radicale e comportarsi come anni nella NBA».
Il presidente del Napoli torna poi sul tema degli impianti, argomento che da anni considera centrale per la crescita del movimento. Alla Gazzetta dello Sport, De Laurentiis sottolinea: «Per renderlo più spettacolare dovremmo costruir nuovi stadi. Quelli che ci sono, sono troppo vecchi, obsoleti…». E aggiunge: «Un aiuto economico dello stato, senza se e senza ma, perché non ci si dovrebbe mai dimenticare che il calcio muove 28 milioni di elettori».
Nell’intervista pubblicata dalla Gazzetta dello Sport, il patron azzurro affronta anche il tema della presenza crescente di fondi e investitori stranieri nel calcio europeo. Pur riconoscendo il cambiamento in atto, De Laurentiis non mostra particolari preoccupazioni: «Non sono quindi preoccupato se fondi dovessero acquisire club europei. La preoccupazione semmai è che queste acquisizioni possano avvenire in un contesto stantio, senza guardare al futuro».
Los Angeles continua a rappresentare un luogo speciale per il presidente del Napoli. Come racconta a Filippo Conticello della Gazzetta dello Sport, il rapporto con la città americana va oltre il semplice aspetto professionale: «È una seconda casa. Quando torno a Los Angeles provo un sentimento di vera libertà, e di rispetto per chi ha successo e paga le tasse».
Il focus si sposta inevitabilmente sul Napoli e sulle prospettive della prossima stagione. Pur senza nominare apertamente Massimiliano Allegri, il presidente ribadisce fiducia nel progetto tecnico e nella competitività della squadra. Alla Gazzetta dello Sport assicura: «Il Napoli sarà, come da sempre, forte, competitivo e attraente». E rivolgendosi ai tifosi aggiunge: «A tutti i napoletani dico semplicemente che la nostra squadra resterà dove merita, in alto».
Sempre nell’intervista alla Gazzetta dello Sport, De Laurentiis delinea il profilo ideale del futuro allenatore azzurro: «Al prossimo allenatore chiedo di avere una grande personalità, umiltà ed entusiasmo. Napoli è una società sana e forte, con una rosa alla quale non manca nulla e che se non avesse subito decine di infortuni avrebbe sicuramente lottato per lo scudetto fino alla fine».
Parole importanti anche per Antonio Conte, con il quale il rapporto resta eccellente nonostante la conclusione dell’esperienza comune. Il presidente azzurro sottolinea infatti: «Con Antonio c’è un rapporto di famiglia che resterà intatto nel tempo».
Uno dei passaggi più significativi dell’intervista raccolta da Filippo Conticello per la Gazzetta dello Sport riguarda però il momento delicato attraversato dalla Nazionale italiana. De Laurentiis individua nel numero eccessivo di partite una delle principali criticità del sistema: «Ho già più volte detto che oggi si gioca troppo. Se riducessimo i campionati a 16 squadre inizieremmo già a diminuire il numero di partite dalle 380 attuali a 240».
Infine, il presidente azzurro individua le due grandi sfide che caratterizzeranno il proprio futuro alla guida del club. Alla Gazzetta dello Sport conclude: «I prossimi anni li dovrò dedicare a risolvere due problemi importanti: stadio di proprietà e centro sportivo. Due problemi che mi impegneranno completamente nel prossimo futuro». Una visione che conferma la volontà di consolidare ulteriormente la crescita del Napoli, dentro e fuori dal campo.
